Istat: l’Italia arranca nel commercio e nell’industria

Istat

 

Nell’eterna diatriba tra i sostenitori dell’azione di governo – propensi a vedere il bicchiere mezzo pieno – e i suoi detrattori – più orientati a vederlo, invece, mezzo vuoto – a restituirci un po’ di verità sono i dati dell’Istat.

L’istituto nazionale di statistica ha diffuso ieri i risultati delle ultime rilevazioni sul commercio al dettaglio e sul fatturato industriale del mese di febbraio consegnandoci l’istantanea di un Paese che arranca tra percentuali da prefisso telefonico, faticando ad agganciare la ripresa.

Ma andiamo con ordine. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio: nel mese di febbraio, le vendite sono diminuite dello 0,2% rispetto al mese precedente, ma sono aumentate dello 0,1% rispetto all’anno precedente. Più precisamente: le vendite dei prodotti alimentari e quelle dei prodotti non alimentari sono diminuite rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1% in un mese, mentre sono aumentate dello 0,5% e diminuite dello 0,3% in un anno.

Prendendo in esame, però, i primi due mesi del 2015, l’Istat ha registrato una crescita dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2014, con un aumento dell’1,4% per i prodotti alimentari e dello 0,2% per quelli non alimentari.

E veniamo al fatturato delle industrie italiane. I dati congiunturali (ovvero quelli che fotografano l’andamento rispetto al mese precedente) sono tutti positivi, con una crescita stimata allo 0,4% per effetto sia del +0,2% rilevato nel mercato interno che del +0,6% registrato nel mercato estero. Ma il confronto con i dati dell’anno precedente spinge a ridimensionare il già contenuto entusiasmo. Rispetto a febbraio 2014, infatti, il fatturato delle nostre industrie è calato dello 0,9%, con un -1,6% nel mercato interno solo parzialmente “mitigato” dal +0,8% rilevato nel mercato estero.

E quali sono state le industrie che hanno fatturato di più? Quelle dell’energia (+4,8% rispetto a gennaio 2015) e dei beni strumentali (+1,6%), mentre quelle dei beni intermedi e dei beni di consumo hanno subito, sempre rispetto al mese precedente, una flessione dello 0,6%.

Ancora: le industrie che fabbricano mezzi di trasporto hanno aumentato il loro fatturato del 15% in un anno, ma quelle specializzate nella realizzazione di coke e di prodotti petroliferi hanno fatto registrare un calo del 20,6%. Per quanto riguarda, infine, gli ordinativi: sono aumentati dello 0,8% rispetto a  gennaio 2015 e del 2,1% rispetto a febbraio 2014.

L’Italia procede, insomma, tra segni più e meno che, come nel più abusato gioco dell’oca, sembrano inchiodarla alla casella di partenza.