Istat: retribuzioni contrattuali su dell’1% in un anno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:31

Soldi

 

Il periodico monitoraggio dell’Istat sulle retribuzioni contrattuali degli italiani ha rilevato solo qualche cambiamento. A fine marzo, i contratti collettivi nazionali hanno riguardato il 43,1% degli occupati dipendenti e l’indice delle retribuzioni orarie è rimasto invariato rispetto al mese precedente ed è aumentato dell’1% rispetto a marzo 2014.

Per essere più precisi: le retribuzioni sono aumentate dell’1,5% in un mese per i dipendenti del settore privato, mentre sono rimaste invariate per i dipendenti della Pubblica amministrazione (che da anni protestano contro il blocco degli stipendi). Tra coloro che hanno beneficiato di un aumento dello stipendio, ci sono i lavoratori nel settore delle telecomunicazioni (+3,5% rispetto a febbraio 2015), in quello della gomma, plastica e lavorazione di minerali non metalliferi (+3,3%) e in quello dell’energia e dell’estrazione dei minerali (+3%). Nessuno aumento, invece, è stato rilevato per i lavoratori nel commercio.

Ancora: a fine marzo, il 56,9% dei dipendenti era in attesa del rinnovo di contratto. Di questi il 44,4% lavorava nel settore privato. Un’attesa che, per l’insieme dei dipendenti, dura mediamente 39,3 mesi e, per i lavoratori impiegati nel settore privato, si riduce, invece, a 23,7 mesi.