Ministero Lavoro: con Jobs Act, 92 mila nuovi contratti in più

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:59

Giuliano Poletti

 

Il ministero del Lavoro ha messo a punto un sistema informativo con il quale si è impegnato a diffondere dati aggiornati sulle dinamiche dei contratti di lavoro. I primi risultati sono stati diffusi ieri, con una nota flash che ha rinfrancato i supporter del Jobs Act.

Stando alla rilevazione del dicastero, infatti, nel mese di marzo, sono stati attivati 641.572 nuovi contratti, di cui 162.498 a tempo indeterminato e 381.243 a tempo determinato (in tutti gli altri casi, si è trattato di apprendistati, collaborazioni o altre forme contrattuali). Ancora: nello stesso mese di marzo, 40.034 contratti determinati sono diventati indeterminati, mentre le cessazioni sono state in tutto 549.273. Tra queste, vanno per lo meno menzionate le 131.128 che hanno interessato lavoratori con un contratto a tempo indeterminato e le 310.566 che hanno, invece, colpito i lavoratori a tempo determinato.

I numeri snocciolati dal ministero del Lavoro parlano, dunque, di un saldo positivo. La differenza tra il numero dei contratti attivati e quelli cessati ha dato, infatti, come risultato un +92.299 che – come già accennato – ha fatto gongolare i sostenitori del Jobs Act. Ma è lo stesso ministro Giuliano Poletti ad andarci cauto: “Non possiamo ancora dire se questo aumento si è tradotto anche in un aumento dei posti di lavoro, dobbiamo aspettare i dati dell’Istat sull’occupazione – ha ammesso – ma di certo è in aumento il numero dei contratti a tempo indeterminato“.