Terremoto Nepal: tra le vittime anche due italiani

nepal-due-italiani-morti-sotto-la-frana-foto-videoSale a quota 3617 il numero delle vittime del terremoto – di magnitudo 7.9 della scala Richter -, che sabato 25 Aprile 2015 ha sconvolto il Nepal. I feriti sarebbero 6515.

Poco fa l’ANSA ha riportato che tra le vittime ci sono due nostri connazionali, Renzo B. e Marco P., travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley.

All’agenzia lo hanno riferito due loro compagni di spedizione, che ora si trovano a Kathmandu. Altri due membri della spedizione: Iolanda M. e Attilio D., attualmente si trovano in un ospedale della capitale.

Purtroppo nessuna notizia circa i 4 speleologi italiani del Soccorso alpino, che si trovavano a Langtang per una spedizione.

Da sabato non si hanno notizie di Giuseppe ‘Pino’ Antonini, 53 anni, di Ancona, Gigliola Mancinelli, 51 anni, anche lei di Ancona, Oskar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige e Giovanni ‘Nanni’ Pizzorni, 52 anni, di Genova.

Intanto il tg di La7 ha riferito che la quinta italiana di cui si erano perse le tracce, la 39enne bergamasca Fiorella Fracassetti, è salva, si trova a Kathmandu e avrebbe chiamato casa.

Il portavoce dell’associazione Ev-K2-Cnr, Pietro Coerezza, in base a quanto raccontato dagli sherpa, ha riferito di un numero indecifrabile di persone letteralmente inghiottite dai ghiacci adiacenti l’area che va dal campo base al Campo 1 dell’Everest.

La zona in cui sono state viste le persone intrappolate nei ghiacci è quella nota agli alpinisti come ‘icefall’, la cascata di ghiaccio che si trova per l’appunto tra il Campo base dell’Everest e il Campo 1.

Gli sfollati che hanno trascorso la notte all’aperto sono decine di migliaia. Le autorità locali non hanno ancora pianificato la distribuzione di acqua, cibo e generi di prima necessità, pertanto molte famiglie si sono attrezzate con mezzi di fortuna.

Si teme il diffondersi di malattie perché mancano i servizi igienici e la spazzatura non viene raccolta. Manca inoltre la corrente elettrica e bancomat e cellulari sono fuori uso.

I turisti, indiani ed Europei, sono all’aeroporto in attesa di poter fare rientro nei rispettivi Paesi. A tale scopo l’India ha disposto voli charter per evacuare i connazionali.