Parlamentari europei: gli austriaci i più presenzialisti. E tra gli italiani, Toti da spesso buca

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Parlamento europeo

 

Ad attirare la nostra attenzione sono solitamente gli onorevoli e i senatori che siedono negli scranni delle Aule italiane? Ma come se la cavano gli europarlamentari spediti a Bruxelles? A darci la risposta OpenPolis che, spulciando i dati del sito VoteWatch.eu., ha scoperto che i nostri rappresentanti hanno partecipato all’89,92% delle votazioni elettroniche tenutesi nel Parlamento europeo.

Una percentuale apparentemente più che soddisfacente, ma che in realtà ci posiziona a metà della classifica europea (tredicesimi su 28) dominata dall’Austria (che vanta una partecipazione al voto pari al 96,74%), dalla Croazia (94,79%) e dall’Estonia (94,43%).

Meglio di noi hanno fatto anche gli europarlamentari francesi (che hanno partecipato al 92,05% delle votazioni elettroniche) e quelli spagnoli (90,05%), mentre dietro (a sorpresa) si posizionano la Germania, che agguanta solo il 17° posto con l’87,79% delle presenze, e il Regno Unito, che non riesce ad andare oltre il 23° posizionamento con l’83,94%. Gli europarlamentari meno partecipativi sono, infine, quelli lituani (82,76%), finlandesi (82,5%) e quelli irlandesi, che hanno scelto di partecipare solo al 76,68% delle votazioni elettroniche.

E se vi state chiedendo chi è l’europarlamentare italiano che ha dato più spesso buca, sappiate che è il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti. Che, soprattutto da quando Silvio Berlusconi non riesce più a tenere fermo il timone del partito, è dovuto tornare spesso in Italia per limitare i danni causati dai contrasti intestini. A scapito delle votazioni elettroniche di Bruxelles, alle quali ha preso parte solo nel 43,44% dei casi. Ma non hanno fatto molto meglio di lui neanche Aldo Patriciello, presente al 50,09% delle votazioni, e il democratico Renato Soru, che ha dato il suo contributo al voto di Bruxelles poco più di 58 volte su 100.