Cna: Un 2015 con meno tasse per le piccole e medie imprese?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:32

Tasse

 

I piccoli e medi imprenditori italiani potrebbero avvertire un leggero allentamento del “cappio” fiscale che da anni li opprime. A vedere vagamente rosa è la Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della pmi) che, nel corso di un convegno organizzato ieri a Roma, ha presentato un Rapporto sulla tassazione della piccola e media impresa che, nel 2015, potrebbe finalmente tornare a calare.

Non ci si illuda troppo però: il peso complessivo del fisco per le pmi subirebbe, infatti, una flessione dell’1,7%, passando dal 63,9% del 2014 al 62,2% del 2015. Un calo non risolutivo, insomma, ma che segnerebbe l’inizio di una fin troppo agognata inversione di tendenza. Favorita, come ha ben precisato il centro studi della Cna, dall’abolizione della componente lavoro dell’Irap.

Ma occorre essere cauti: “La possibile riduzione del 2015 è un passo nella giusta direzione, che però – hanno precisato dalla Confederazione – aspetta conferme dalle decisioni che prenderanno i Comuni nei prossimi mesi. Se i sindaci decidessero di compensare i tagli, già stabiliti, dei trasferimenti dello Stato centrale, rimettendo mano ai tributi locali, potrebbero attenuare, fino a farlo scomparire, il beneficio fiscale indotto dal taglio dell’Irap”.

In attesa di scoprire cosa decideranno i primi cittadini d’Italia, la confederazione degli artigiani e dei piccoli imprenditori ha stilato una classifica nazionale del Total Tax Rate (il fisco complessivo) per l’anno in corso scoprendo che Reggio Calabria è la città con il tasso più alto (74,9%) seguita da Bologna (72,9%) e Napoli (71,9%). Mentre il fisco si mostra più amico (si fa per dire) ai piccoli e medi imprenditori di Sondrio (55,3%), di Gorizia (55,2%) e di Cuneo (54,5%).

 

 

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