“Montage of Heck”: il docufilm su Kurt Cobain esalta pubblico e critica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:51

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Cobain Montage of Heck, il film documentario sulla vita del leader dei Nirvana Kurt Cobain – morto suicida a Seattle il 5 Aprile 1994 -, al suo esordio nelle sale italiane, ieri 28 Aprile 2015, ha subito conquistato il favore di critica e pubblico, incassando oltre 240.500 Euro.

Prodotto dalla figlia di Cobain, Frances Bean – nata dall’unione con Courtney Love, frontwoman delle Hole -, e realizzato da Brett Morgen per il network HBO, il documentario ha mostrato al pubblico il lato inedito dell’artista che, negli anni novanta, ha inaugurato un nuovo genere musicale definito “grunge”, un tipo di alternative rock prodotto in special modo a Seattle.

Nel documentario – il primo totalmente autorizzato -, in 132 minuti il regista di film musicali mostra foto, poesie, dipinti, filmati, dai quali emerge chiara l’immagine di una persona contorta, incapace di essere felice, in perpetua lotta con se stessa.

Introverso e triste già da bambino, ribelle da adolescente e propenso alla musica e all’arte, negli ultimi anni della sua vita, Cobain ha lottato contro la depressione e la dipendenza dall’eroina che lo hanno piano piano allontanato da Dave Grohl e Krist Novoselic – batterista e bassista dei Nirvana – e dalla moglie, fino a quando la mattina dell’8 aprile 1994, il suo corpo privo di vita venne ritrovato dall’elettricista Gary Smith.

“Non capiremo mai quale lettura dare alla vita di questa rockstar divampata con un’energia creativa senza pari e finita nel più tragico dei modi”, che ad un certo punto, nel film, spunta travestito da Adolf Hitler con addosso un abito da sposa.

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