Italicum, il governo incassa la seconda fiducia

Camera-deputatiRoma – Con 350 voti a favore il governo ha ottenuto, questa mattina alla Camera, la fiducia sull’articolo 2 della nuova riforma elettorale.
Ieri, sull’articolo 1, sì alla fiducia erano stati 352, due in più quindi rispetto a questa mattina, ma è anche vero che i voti contrari sono diminuiti da 207 a 193.
Nel pomeriggio sarà votata la fiducia sull’articolo 4, mentre il voto finale sulla legge elettorale potrebbe arrivare già lunedì in serata.

Scissione nel Pd? – La questione fiducia ha creato una spaccatura all’interno del Pd, con molti nomi eccellenti che hanno attaccato duramente il premier, tra cui Bersani, Letta, Cuperlo e Civati.
Quest’ultimo si è detto pronto a lasciare il partito: “A qualcuno tocca farlo per primo, e se non la fa qualcuno per primo gli altri non lo faranno. Se fossimo in 100, avrebbe avuto senso impegnarsi in una battaglia dall’interno. Io ho sperato fino all’ultimo che Renzi cambiasse, ma ora tocca prendere atto una volta di più che non è così. In settimana ci vedremo, con un gruppo di coraggiosi, e discuteremo se rimanere o meno in questo Pd”.

Alfano difende Renzi – Questa mattina il Ministro Angelino Alfano ha difeso la decisione di Renzi di porre la fiducia sui tre articoli della riforma elettorale: “Riguardo le polemiche sulla fiducia quello che penso è che chi vuole utilizzare il voto segreto, magari per far cadere il governo o per metterlo in difficoltà, non si deve poi meravigliare che il governo usi la fiducia, perché la fiducia è la risposta all’uso e l’abuso del voto segreto”.
Ma ha auspicato un maggior dialogo e una maggiore apertura al Senato: “Ora si apre una fase nuova, quindi noi chiediamo al governo e alla maggioranza di modificare la riforma costituzionale, quella del Senato, e abbiamo una proposta che ha portato avanti il nostro senatore Quagliariello, che secondo noi potrebbe dare ai cittadini una possibilità maggiore di esprimersi in riferimento al Senato”.