La Consulta boccia il blocco della rivalutazione delle pensioni

6c7151cc03ff6ec5dd44c7c546aef15a-kjJ-U10506740111QfE-700x394@LaStampa.itRoma – Con la sentenza depositata oggi la Corte Costituzionale bocciato il blocco della perequazione, ovvero la rivalutazione legata all’aumento dell’inflazione, provvedimento, contenuto nel decreto Salva-Italia, introdotto dal governo Monti nel 2011.
In pratica, con la legge denominata Fornero, venivano bloccati gli aumenti di tutti i trattamenti più ricchi, quelli che superavano di tre volte il minimo Inps, per gli anni 2012 e 2013. E nonostante la stessa Consulta abbia parlato di provvedimento generato dalla “contingente situazione finanziaria”, resta comunque un provvedimento anticostituzionale.
Secondo la consulta, infatti, “l’interesse dei pensionati, in particolar modo i titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio”.
E’ una sentenza che mette a rischio le casse dell’Inps, creando un buco che potrebbe arrivare a 5 miliardi di euro.