Cgia: 12 miliardi di fondi Ue ancora da utilizzare

Fondi Ue

 

I soldi pubblici non bastano mai. Per questo sapere che il nostro Paese potrebbe disporre di finanziamenti che rimangono, invece, inutilizzati può scatenare reazioni a dir poco stizzite. Secondo un’indagine realizzata dalla Cgia di Mestre, infatti, l’Italia ha utilizzato fin qui 35,4 miliardi di euro dei 47,3 messi a disposizione dai Fondi strutturali europei per quest’anno, rinunciando (per così dire) a un gruzzoletto di 12 miliardi.

“Per non perdere 12 miliardi di fondi europei e nazionali – ha spiegato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – dovremo spenderli e rendicontarli entro la fine del 2015, scadenza che difficilmente l’Ue prorogherà. Alla luce del fatto che nel 2013 abbiamo rendicontato 5,7 miliardi e nel 2014 attorno ai 7,5, appare difficile che nei pochi mesi che rimangono alla fine di quest’anno riusciremo a spendere e a contabilizzare tutta questa dozzina di miliardi”. 

Ma c’è di più: prendendo in considerazione il periodo che va dal 2007 al 2013, la Cgia ha rilevato che l’Italia ha dato all’Europa più di quanto ha ricevuto. Ovvero ha versato a Bruxelles 109,7 miliardi di euro, ricevendone in cambio, attraverso i programmi comunitari, 71,8 miliardi.

“Nel rapporto dare/avere con l’Ue – ha osservato ancora Bortolussi – in questo settennato, abbiamo registrato un saldo negativo di 37,8 miliardi di euro. Dopo la Germania, il Regno Unito e la Francia, siamo il quarto contribuente netto a garantire l’azione dell’Unione. Se, invece, prendiamo come parametro di riferimento il dato pro-capite, sono i Paesi nordici a guidare la graduatoria, mentre l’Italia scivola all’undicesimo posto, con uno sforzo economico per residente pari a soli 623 euro”.