Cna: credito negato e fiscalità alle stesse per le pmi abruzzesi

Credito

 

C’è una regione, l’Abruzzo, in cui i piccoli e medi imprenditori locali fanno più fatica degli altri ad andare avanti. E’ quanto è emerso ieri, nel corso di una conferenza stampa convocata dalla Cna abruzzese per denunciare la grande sofferenza della piccola impresa locale alla quale il credito viene, sempre più spesso, negato.

“Siamo qui a ribadire un bollettino di guerra – ha commentato il presidente regionale della Cna, Italo Lupo Per uscire da questa spirale negativa, occorre uno scatto che per il momento non vediamo. Uno scatto che riapra i rubinetti del credito e abbassi una fiscalità che oggi incide per un valore superiore al 63% sul capo dei piccoli imprenditori. Chiediamo alla politica di uscire dalla logica dei proclami per mettere finalmente mano alle misure più urgenti”. 

Ma come si è giunti a un punto così critico? Secondo il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo, gran parte della responsabilità va riferita al ridimensionamento degli istituti di credito locali, molti dei quali sono stati acquisiti o incorporati nelle grandi banche nazionali. “Fino a pochi anni fa – ha spiegato Di Costanzo – la nostra regione rappresentava un’eccezione virtuosa, con le piccole banche, più vicine al sistema produttivo locale, in grado di erogare più del 50% del credito complessivo al mondo dell’impresa, contro una media nazionale inferiore di 30 punti. Un’anomalia che purtroppo è stata cancellata”. Adesso, infatti, per molte piccole e medie imprese dell’Abruzzo, i rubinetti del credito restano inesorabilmente chiusi.