Confcommercio: a marzo consumi fermi. E’ colpa della grande incertezza

Consumi

 

Secondo Confcommercio, gli italiani non sono ancora tornati a spendere come una volta. Anzi: nel mese di marzo, l’indicatore dei consumi ha fatto registrare una variazione nulla rispetto al mese precedente e un lieve aumento dello 0,4% rispetto all’anno precedente. Il motivo di tanta ritrosia nel mettere mano al portafogli sta nel clima di grande incertezza che continua a respirarsi nel Paese e che mette le ganasce alla ripresa produttiva e occupazionale.

In generale, nel mese di marzo, gli italiani hanno mantenuto stabile (rispetto a febbraio) la domanda per i beni mentre hanno fatto registrare una leggerissima flessione (-0,1%) per quella dei servizi. Più nel dettaglio: tra febbraio e marzo 2015, è aumentata dello 0,2% la spesa per i beni e i servizi ricreativi, dello 0,2% quella per gli alimentari, le bevande e i tabacchi e dello 0,1% quella per i beni e i servizi per le comunicazioni. A scendere sono stati, invece, i consumi di beni e servizi per la mobilità (-0,2% rispetto al mese precedente), oltre a quelli negli alberghi, dei pasti fuori casa, dei beni e servizi per la cura della persona e dei beni e servizi per la casa (andati giù dello 0,1%).

E rispetto all’anno precedente? In generale, la domanda per i beni è aumentata dello 0,5% mentre quella dei servizi è rimasta stabile. Per essere più precisi: a far registrare le performance migliori sono stati i beni e i servizi per le comunicazioni i cui consumi, in un anno, sono aumentati del 3,8% e i beni e i servizi per la mobilità (+3%). Gli italiani hanno speso, invece, lo 0,8% in meno per acquistare capi di abbigliamento e calzature e lo 0,5% in meno per la cura della persona. E hanno economizzato anche su alimentari, bevande e tabacchi (-0,3% rispetto a marzo 2014) e sui beni e i servizi per la casa (-0,2%).