PromuovItalia: cronaca di un’agenzia fallita in tempo record

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:17

Promuovitalia

 

Prendete un’azienda che, a fine 2013, disponeva di 9 milioni di euro di finanziamenti e commesse superiori ai 25 milioni di euro. In un Paese come il nostro, dove i controlli sono percepiti come sgradevoli inconvenienti, può accadere che la stessa azienda, a distanza di un anno, si ritrovi con un buco di 17 milioni di euro, dipendenti senza stipendio e dirigenti indagati.

E’ successo a PromuovItalia, l’agenzia creata nel 2005 dall’allora governo Berlusconi per fornire assistenza tecnica alle pubbliche amministrazioni che volevano occuparsi di turismo. Dal luglio del 2014 è in liquidazione e versa in acque talmente agitate da non riuscire a corrispondere ai propri dipendenti (dovrebbero essere intorno ai 60) lo stipendio dovuto né tanto meno a pagare le bollette della luce che vengono regolarmente recapitate.

La situazione è talmente compromessa che l’attuale ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha deciso di avviare una Commissione d’inchiesta interna al suo dicastero, con la speranza di comprendere cosa abbia determinato un tale default.

Ma il “collasso” di PromuovItalia è innanzitutto un problema occupazionale di cui ha deciso di occuparsi il ministero dello Sviluppo economico. Lo scorso 24 aprile, il Mise ha, infatti, annunciato il raggiungimento di un’intesa (di cui, però, si attendono ancora i dettagli) che prevederebbe il ricollocamento dei lavoratori di PromuovItalia in Enit (Agenzia nazionale del turismo), Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) e Italia Lavoro che promuove, per il ministero del Lavoro, attività tese a potenziare l’occupazione e l’inclusione sociale.

Un altro punto irrisolto, a proposito della “vertenza PromuovItalia”, è quello che riguarda il mancato pagamento delle borse di studio promesse ai partecipanti del progetto “Lavoro e Sviluppo”. Un numero importante di tirocinanti (si parla di un migliaio circa) che sarebbero rimasti con un pungo di mosche in mano. PromuovItalia ha tentato di difendersi. Come? Nel più tradizionale dei modi ovvero scaricando su un ente terzo le responsabilità di quanto accaduto. “Il mancato incasso di oltre 4 milioni di euro, dovuti a PromuoviItalia dal ministero dello Sviluppo economico a copertura di costi già sostenuti per realizzare attività già concluse – si legge in una nota diffusa dalla direzione generale dell’agenzia – ha creato alla società gravissimi problemi di liquidità. L’incasso delle suddette somme consentirà il pagamento delle borse lavoro e degli stipendi arretrati dei dipendenti”. 

 

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