Lavoro: più contratti a tempo indeterminato in un anno, ma aumentano anche le cessazioni

Contratti

 

Con l’approvazione del Jobs Act, il ministero del Lavoro ha deciso di tenere costantemente sotto monitoraggio la dinamica dei contratti. L’ultima rilevazione, relativa allo scorso mese di aprile, ha certificato l’attivazione di 756.926 nuovi contratti, di cui 475.273 a tempo determinato, 171.515 a tempo indeterminato, 18.443 di apprendistato, 38.632 di collaborazione e più di 53 mila classificati sotto la voce “altro”.

Rispetto all’anno scorso, il numero complessivo delle attivazioni è aumentato di circa 49 mila unità, per effetto soprattutto dei contratti a tempo indeterminato, saliti di quasi 59 mila unità. In flessione, invece, i contratti a tempo determinato (passati dagli oltre 476 mila di aprile 2014 ai 475.273 di aprile 2015), quelli di apprendistato (da 24.335 a 18.443) e le collaborazioni (da quasi 47.500 a 38.632).

E a firmare i nuovi contratti avviati ad aprile sono stati soprattutto gli uomini. Più nel dettaglio: 285.213 contratti a tempo determinato hanno interessato uomini e 190.060 donne. Mentre 108.381 sono stati i lavoratori e 63.134 le lavoratrici che hanno posto le loro firme in calce a nuovi contratti a tempo indeterminato.

Ancora: le trasformazioni (ovvero i passaggi da contratti a termine a contratti a tempo indeterminato) certificate dall’ufficio statistico del ministero del Lavoro sono state, ad aprile, 35.883, in netto aumento rispetto alle 19.144 rilevate l’anno scorso. Ma a crescere sono state anche le cessazioni: se ad aprile del 2014, il sistema statistico del ministero ne aveva, infatti, contate 514.646; ad aprile 2015 ne ha contabilizzate, invece, 546.382 (oltre 31.500 in più). Di queste, ben 328.148 hanno interessato contratti a tempo determinato e 122.979 contratti a tempo indeterminato.