Censis: italiani insicuri e sfiduciati, risparmiano e comprano in nero

Sfiducia

 

Insicuri e sfiduciati: così appaiono gli italiani al Censis. Dopo anni di crisi, i nostri connazionali non si fanno più troppe illusioni e pensano a risparmiare per evitare nuovi scossoni. Ciò che emerge – è l’amara osservazione del Censis – è il ritratto di una “economia in galleggiamento”.  

Un’economia segnata (come già detto) da una grande incertezza: 36,4 milioni di italiani non credono, infatti, che ci sarà la ripresa; 9,1 milioni sperano e si aspettano che arrivi presto, mentre solo 5,1 milioni pensano che sia già in atto. Ancora: il 93,9% dei connazionali interpellati dal Censis si sente insicuro rispetto al proprio futuro, l’87,2% non ha certezze sul lavoro, l’85,4% trema pensando al proprio reddito futuro, il 77,5% teme che non sarà autosufficiente in età avanzata e il 63,4% si sente insicuro sul fronte della salute. E a completare il tutto è il 62,4% del campione intervistato che ritiene che, nei prossimi anni, si assisterà a un’ulteriore riduzione della copertura del welfare pubblico.

La grande incertezza degli italiani fa poi il paio con la sfiducia dilagante: il 79,3% degli interpellati ha, infatti, dichiarato di non avere fiducia nel modo in cui le Regioni gestiscono e impiegano il denaro pubblico; il 70,9% boccia, per le stesse ragioni, i Comuni e il 56,9% punta l’indice contro l’Inps. E godono di scarsa fiducia anche le imprese private aggiudicatarie di appalti pubblici, “segnalate” (negativamente) dall’85,3% del campione. Di chi si fidano allora gli italiani? Il 74,7% di loro promuove le forze dell’ordine, il 67,8% il volontariato e il 52,3% il terzo settore.

Lo studio del Censis ha poi marcato l’accento su altre abitudini emerse nel corso degli ultimi anni. Come quella di “essere formiche”, ovvero di risparmiare il più possibile, in modo da premunirsi nel caso in cui sopraggiungessero nuovi momenti difficili. Stando all’indagine, negli anni della crisi (dal 2007 al 2014), gli italiani avrebbero messo da parte 211 miliardi di euro, per uno stock complessivo di quasi 1.300 miliardi di euro in contanti e depositi bancari. Per non parlare del boom del risparmio gestito, con le quote dei Fondi comunitari aumentate di 144 miliardi di euro negli ultimi 4 anni.

Tra le cattive abitudini, va invece annoverata quella del “sommerso” che resta una realtà largamente diffusa nel nostro Paese. Basti pensare che, stando ai calcoli del Censis, i lavoratori irregolari sono 3,1 milioni e rappresentano il 12,6% dell’occupazione totale, con punte del 54,6% nel lavoro domestico, del 21,9% nell’agricoltura e del 16,3% nei servizi di alloggio e ristorazione. Di più: 11 milioni di italiani hanno ammesso di aver acquistato almeno una prestazione sanitaria “in nero” e ben 14 milioni di non aver chiesto la fattura agli idraulici e agli elettricisti entrati in casa per qualche riparazione.