I Venezuelani dicono “NO” al riconoscimento FAO, protesta a Roma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15

   Non è andata giù  ai venezuelani, ridotti alla fame a causa della situazione disastrosa in cui versa il paese, da oltre un ventennio vittima della dittatura, che la FAO, dietro compenso da parte  del Regime di Maduro, abbia conferito un premio al dispotico presidente del Venezuela. no hay

Non hanno tutti i torti visto che la vita è diventata insostenibile e i motivi sono molti: carenza di generi alimentari di primaria importanza, scomparsa dei farmaci; delinquenza assillante che è causa di 25.000 morti all’anno, quest’ultima mai osteggiata dallo Stato e spesso utilizzata per intimidire il popolo; repressione e abolizione della libertà di stampa; indottrinamento dei bambini a scuola,  stile Castro e Saddam Hussein; detenzione immotivata di molti rappresentanti dell’opposizione e di studenti manifestanti infliggento loro torture e sevizie e, dulcis in fundo un’economia al cardiopalma con un’inflazione che ha raggiunto la sbalorditiva vetta del 130%.
Un quadro dell’orrore, insomma, che lascia l’opinione pubblica venezuelana sconcertata e incredula nella più cupa disperazione e affogata nel senso di offesa se si aggiunge a questo evento quello di domani,  l’amichevole incontro e abbraccio del Pontefice al dittatore.
Come venezuelani siamo profondamente offesi e come italo-venezuelani ci sentiamo colpiti a morte  due volte, perchè il paese di cui siamo originari tace? Di fronte alla violazione dei Diritti Umani, di gravi atti criminali, non ci possono e non devono sussistere trattative commerciali, mediazioni o teatrini allo scopo di propagandare un feroce regime. Non esistono, in questo caso, religioni e politica, è puro diritto alla vita. Alla consegna del fascicolo negli uffici della F.A.O. a Roma, in cui si sono fatte valere le motivazioni della  protesta e dove si sono raccolte un migliaio di firme, due dei responsabili dell’Organizmo, alle domande di tre venezuelani, tra cui il sottoscritto, hanno risposto che, in realtà, non si tratterebbe di un premio a Maduro, ma di un riconoscimento conferito a 72 paesi a seguito di un’indagine che avrebbe preso in considerazione gli ultimi 25 anni.
Una risposta che lascia il tempo che trova dal momento che, in realtà, nel paese la mancanza di cibo (supermercati vuoti) è uno dei problemi più gravi che sta portanto la gente alla disperazione. Dei famosi 12 milioni di dollari che il regime venezuelano ha versato all’organismo ad aprile, così come espresso in un articolo de El Universal, quotidiano in linea con Maduro, avvenuto praticamente pochi giorni prima dell’annuncio della “premiazione”, nemmeno una parola.
Il sospetto naturale è che si tratti di un premio a pagamento e, come molti sapranno, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, con sede  Roma, è stata spesso nel mirino di sospetti.  Il malcontento si accompagna alla delusione per il mancato interessamento del Santo Padre che, in più di un’occasione avrebbe potuto parlare del Venezuela e ha volutamente ignorato le bandiere che venivano sventolate nella sua piazza. La Chiesa non dovrebbe occuparsi dei più deboli? Chi è più debole del popolo venezuelano che è stato privato di cibo e libertà?
Domani Maduro e Bergoglio si incontreranno in Vaticano. Il dittatore benvenuto in Santa Sede.
 

 

 

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