Landini ai giovani di Confindustria: Serve una politica industriale seria

Landini

 

Vedere Maurizio Landini al convegno dei giovani di Confindustria ha lo stesso effetto straniante che può avere intercettare Giorgio Squinzi in piazza, a protestare insieme agli operai. Eppure il segretario della Fiom non si è tirato indietro e, all’incontro che si è svolto ieri a Santa Margherita Ligure, non si è limitato ad ascoltare gli interventi degli “altri”, ma ha anche detto la sua, riscuotendo persino qualche consenso. Nonostante non abbia risparmiato nulla al Governo e agli stessi imprenditori.

“Il Jobs Act è una scorciatoia e capisco che l’imprenditore possa essere più contento, ma il punto è quale politica industriale si fa”, ha esordito Landini. Che ha citato la “buona pratica” tedesca: “In Germania  ha detto – ho partecipato a un incontro con rappresentanti del Governo, delle maggiori case automobilistiche e del sindacato metalmeccanico, per decidere come arrivare a produrre entro il 2020 un milione di auto elettriche. Loro pianificano, da noi dove si svolge questa discussione?”.

La convinzione del sindacalista è, insomma, che ancor prima di approvare provvedimenti che rischiano (dal suo punto di vista) di minare i diritti dei lavoratori, i nostri governanti dovrebbero negoziare con il tessuto produttivo del Paese un serio piano industriale, così da rimettere in moto il motore dell’economia rimasto troppo a lungo ingolfato.

E non poteva mancare la “stoccata” alla Fca“Non va bene avere 280 contratti nazionali – ha ammesso Landini – ne occorrono al massimo 5-6 per tutelare i diritti minimi dei lavoratori. Poi a livello locale o aziendale puoi sbizzarrirti. Ma pensare, come accade in Fca, di sostituire il contratto aziendale a quello nazionale è un errore”.

E sul finale, il rappresentante delle tute blu ha teso una mano ai giovani industriali: Alcune battaglie dovremmo farle insieme, noi e voi – ha scandito dal palco di Santa Margherita Ligure – Per esempio quella per la legalità, per riformare il sistema degli appalti come si è determinato, la battaglia sui comportamenti”. Avrà convinto le giovani leve di Confindustria?