La crisi dei piccoli librai: lettori in fuga e vendite al collasso

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A documentare la crisi di una società non sono solo gli indicatori economici, ma anche la quantità di tempo che si destina alla formazione e alla cultura. In quest’ottica, il convegno organizzato ieri a Roma dal Sindacato Italiano Librai (Sil) di Confesercenti ha confermato il quadro di forte desolazione della realtà italiana che, nel corso degli ultimi 4 anni, ha perso per strada ben 2 milioni di lettori e registrato un tracollo delle vendite dei libri pari al 18%.

Una crisi – quella di cui si è parlato nel corso del convegno “Librerie, futuro ‘scontato’?” – che, secondo i promotori dell’iniziativa, ha investito soprattutto le piccole imprese indipendenti, che non riescono più a competere con le grandi catene e che applicano sconti che, sempre più spesso, riducono enormemente i loro margini di guadagno. Da qui la necessità di correre ai ripari, con l’approvazione di una nuova norma capace di tutelare i piccoli librai italiani che rischiano di scomparire.

“Nei primi mesi del 2015 – ha osservato la presidente del Sil, Cristina Giussani – qualcosa si è mosso, ma il quadro rimane drammatico: meno lettori, costi troppo elevati e una possibilità di sconto eccessivamente ampia hanno ridotto all’osso i margini delle imprese, portando alla sparizione di oltre 100 librerie indipendenti ogni anno, soprattutto nei piccoli centri non raggiunti dalle grandi catene di librerie”.

“In altri Paesi, come Francia e Germania – ha continuato la rappresentante dei librai – la desertificazione è stata arginata bloccando gli sconti o prevedendone di estremamente ridotti. Dove invece è stato completamente liberalizzato, come nel Regno Unito, si è rischiata la sparizione completa delle librerie. Per non trovarci nella stessa situazione – ha concluso Giussani – dobbiamo rivedere immediatamente la normativa, ma serve anche una grande campagna per rilanciare il ruolo culturale di libri e librerie, a partire dalla scuola: la riforma del sistema scolastico può e deve essere un’occasione anche per l’editoria”.