Bankitalia: meno prestiti a famiglie e imprese

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:48

MANI SI SCAMBIANO BANCONOTE EURO FOTO DI © WALDHAEUSL/SINTESI

 

Alla luce dei dati diffusi ieri dall’ultimo bollettino di Banca d’Italia, viene da chiedersi: ma dove finiscono i fiumi di soldi che la Bce di Mario Draghi ha deciso di elargire ai Paesi europei a corto di liquidità? A ben guardare, infatti, la misura del Quantitative Easing non ha prodotto gli effetti sperati. O, per lo meno, quelli che pensavamo dovesse produrre. Perché la quota dei prestiti che le banche italiane hanno concesso ai comuni cittadini non è aumentata, ma semmai diminuita.

I numeri? Nell’aprile del 2015 – stando a quanto certificato da Bankitalia – i prestiti al settore privato hanno subito una flessione annua dell’1,4%, quelli alle famiglie sono scesi dello 0,2% e quelli concessi alle società non finanziarie sono calati del 2,2%. Tanto quanto basta a far capire (anche a chi non ha mai frequentato un corso avanzato di contabilità) che il “bazooka” di Mario Draghi ha sparato a salve per quanto riguarda gli interessi dei cittadini. E non ha raggiunto affatto l’economia reale.

A voler essere maligni, si dovrebbe dedurre che gli abbondanti flussi di denaro fatti partire dalla Banca centrale europea siano rimasti nella disponibilità degli istituti di credito, che li starebbero utilizzando per far quadrare i loro conti malandati. A tutto discapito dei privati cittadini che, numeri alla mano, non hanno ancora beneficiato di questa generosa immissione di liquidità.

Da qui la reazione stizzita di molte associazioni a tutela dei consumatori. Come il CodaconsL’ennesima riduzione dei prestiti concessi dagli istituti di credito a famiglie e imprese è incomprensibile ha tuonato l’associazione – Considerando, infatti, che lo scorso marzo è ufficialmente partito il Quantitative Easing, con l’immissione di liquidità sul mercato finalizzata proprio a sostenere il credito, ci si attendeva a partire dal mese di aprile un’inversione di tendenza nel settore dei prestiti”.

“I dati di Bankitalia dimostrano, invece, che il Quantitative Easing non si è concretizzato in un beneficio diretto per le tasche di imprese e famiglie – ha rincarato il Codacons – e che le banche continuano a non concedere credito. Chiediamo pertanto alle autorità europee di verificare dove finiscono i soldi immessi dalla Bce e l’uso reale che viene fatto della nuova liquidità”.