Pmi Sud: dopo la crisi, la lenta ripresa

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La crisi ha messo a dura prova il tessuto produttivo italiano, specie nelle zone storicamente più svantaggiate. A fornire una fotografia dettagliata è il “Rapporto Pmi Mezzogiorno” realizzato da Cerved e Confindustria, che ha focalizzato l’attenzione sulla sofferenza delle piccole e medie imprese del Sud dal 2007 al 2012.

Secondo l’indagine, infatti, nel periodo preso in considerazione, un quarto delle 29 mila pmi attive nel Meridione è scomparso dal mercato. E delle sopravvissute, un quarto ha dovuto ridurre le proprie dimensioni, ricorrendo a dolorosi licenziamenti. Non solo: le imprese che sono (più o meno rocambolescamente) riuscite a rimanere a galla hanno visto ridurre sensibilmente i loro margini lordi. Per essere più chiari: tra il 2007 e il 2013, le pmi del Sud hanno lasciato per strada il 38,6% dei loro profitti, ben 7 punti percentuale in più rispetto alla media nazionale.

Un quadro fosco che, però, starebbe assumendo sfumature più rosee. Secondo Cerved e Confindustria, infatti, i segnali di una possibile inversione di tendenza si starebbero già profilando tanto che, per l’anno in corso, è previsto un miglioramento del fatturato delle piccole e medie imprese meridionali pari all’1,2%. Mentre nel 2016, si dovrebbe centrare il +2%.

E a incoraggiare un cauto ottimismo sono anche altri elementi. L’introduzione delle Srl semplificate ha, infatti, determinato la nascita di un numero importante di imprese, superiore a quello rilevato nel periodo precedente alla crisi. E contestualmente, nel corso dell’ultimo anno, si sarebbero contati meno fallimenti e liquidazioni. Infine, le abitudini di pagamento starebbero gradualmente tornando a una condizione di normalità facendo aumentare il numero delle imprese solvibili (ossia che possono pagare) e diminuire quello delle imprese più a rischio.

Tra le regioni che fanno ben sperare: la Basilicata, la Campania e l’Abruzzo. Mentre tra quelle che destano ancora forte preoccupazione: la Calabria e la Sicilia. E la Puglia? Stando al rapporto, nella regione dei trulli, coabiteranno elementi di ripresa e di perdurante fragilità.