In aumento le pmi eccellenti che innovano e guardano all’estero

Innovazione

 

E’ un’istantanea interessante quella che la Global Strategy (società italiana di consulenza strategica e finanziaria) ha recentemente scattato concentrandosi sulle piccole e medie imprese “eccellenti” presenti nel nostro Paese. Il campione preso in considerazione ha, infatti, interessato tutte quelle aziende che, negli ultimi anni, sono riuscite a crescere più delle altre, migliorando redditività e solidità patrimoniali. E che, stando allo studio della Global Strategy, sono aumentate di 156 unità in un solo anno (+47,7%), raggiungendo quota 483.

In termini assoluti, a ospitarne di più è la Lombardia, con 137 imprese eccellenti. Ma buona è anche la performance dell’Emilia Romagna, dove se ne contano 67, e del Piemonte, con 41. In termini percentuale, la zona a più alta densità di pmi eccellenti è il Nord-Ovest (dove si concentra il 38,5% del totale), seguito dal Nord-Est (35%), dal Centro (14,7%) e dal Sud e dalle Isole (11,8%).

E se vi state chiedendo perché queste aziende si sono guadagnate l’appellativo di eccellenti, sappiate che si tratta di imprese che, negli ultimi 5 anni, sono state in grado di incrementare del 170% il loro valore di produzione. E che prevedono di fare sempre meglio, guadagnando quote di mercato non solo nelle zone in cui sono attualmente presenti, ma aprendosi anche a nuovi scenari.

Le pmi monitorate dalla Global Strategy hanno, infatti, dimostrato una marcata vocazione internazionale. Un’apertura ai mercati esteri che, nel 29,5% dei casi, è avvenuta attraverso la mediazione dei distributori locali, e nel 44,5% dei casi, attraverso una presenza diretta e strutturata sul territorio (con filiali commerciali, siti produttivi ecc…). E se il 40,8% delle imprese eccellenti più piccole ha già aperto un canale commerciale importante con l’estero, la loro quota – stando all’Osservatorio – è destinata a crescere fino al 50,1% nel 2018. Così come le imprese medie: quelle che esportano già regolarmente all’estero rappresentano il 44,8% del totale e nel 2018 saranno il 47,3%.

Quanto alle caratteristiche interne, lo studio della Global Strategy ha messo in evidenza come la gran parte di queste eccellenze imprenditoriali debba il suo successo alla capacità di innovare e di stare sempre un passo avanti agli altri. Il 65,6% di loro punta, infatti, sulla conoscenza del settore, il 59,4% sulle competenze tecniche e il 56,3% sulla qualità del prodotto.

Ancora: la quasi totalità (il 92,5% del campione) ha una proprietà familiare e una struttura manageriale affiatata e consolidata, capace di garantire continuità e sviluppo. Perché per crescere più degli altri, è indispensabile innovare ma anche tesaurizzare il patrimonio umano e tecnico a propria disposizione. E non solo: ciò che ha reso queste imprese eccellenti è stata la loro capacità di reagire alla crisi e di pianificare in un’ottica di medio e lungo termine. In che modo? Molte hanno saputo ristrutturare e migliorare le voci di costo, altre hanno optato per una diversificazione sui mercati esteri più promettenti e altre ancora non hanno avuto paura di cambiare, magari cedendo un ramo di azienda.