Carburanti: prezzi in salita per i prossimi 6 anni

 

FOTO ARCHIVIO - LA BENZINA SUPERA I DUE EURO, MASSIMO STORICO. NELLA FOTO PAGAMENTO DELLA BENZINA FOTO SCIAKY/INFOPHOTO:

Nessuno si illuda: almeno fino al 2030, la gran parte della domanda di mobilità in Europa – e dunque anche in Italia – sarà soddisfatta dai carburanti tradizionali. Per questo, secondo il presidente della Up (Unione petrolifera), Alessandro Gilotti, grande attenzione deve essere destinata al prezzo della benzina. Che non accennerà a calare.

“Il problema dell’elevato carico fiscale sui carburanti, oggi intorno al 60% del prezzo finale – ha osservato Gilotti – si riproporrà con forza in futuro”. “Consideriamo che tra Iva, clausole di salvaguardia e coperture varie – ha precisato – sono già programmati aumenti fino al 2021 per 3 miliardi, pari a circa 12-14 cent al litro”.

Nonostante i ribassi dei costi per l’approvvigionamento del carburante all’estero – legati al calo dei consumi (-3%) e delle quotazioni del greggio (-9%) – insomma, gli automobilisti spenderanno sempre di più alle pompe di benzina. Almeno per i prossimi 6 anni.

E se per il presidente dell’Up, i prezzi della benzina in Italia si sono allineati a quelli del resto dell’Europa, lo stesso non ha fatto la struttura della rete carburanti“Con le 1.500 chiusure di impianti dal 2007 a oggi – ha detto Gilotti – il mercato è più aperto e concorrenziale, ma il numero totale rimane troppo alto, gli erogati troppo bassi e i costi di gestione in molti casi insostenibili“. Da qui la richiesta, inviata al ministero dello Sviluppo economico, di procedere con una razionalizzazione della rete.