Whirpool: no a chiusure ed esuberi strutturali. E’ la vittoria dei sindacati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:02

Accordo Whirpool

 

Adesso sì che i dipendenti della Whirpool Italia possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. La firma sull’accordo quadro che scongiura definitivamente il rischio della chiusura di alcuni stabilimenti e degli esuberi strutturali è stata, infatti, posta ieri al ministero dello Sviluppo economico. Con grande soddisfazione di tutti: sindacati, azienda, governo.

L’intesa sembra sigillare la vittoria piena delle organizzazioni sindacali che hanno ottenuto ciò che volevano trasformando – come ha detto il segretario della Fim, Marco Bentivogli – un iniziale “bollettino da guerra” in un “vero piano di rilancio. Il colosso americano investirà, infatti, nel nostro Paese oltre 513 milioni di euro garantendo un aumento dei volumi di produzione un po’ ovunque. E, soprattutto, si è impegnato a non chiudere alcun sito.

A rischiare di più, come è noto, era stato lo stabilimento di Carinaro (in provincia di Caserta). Di fronte alla minaccia di perdere il lavoro, i dipendenti campani si erano mobilitati con ogni mezzo, incassando la solidarietà di tutti gli altri colleghi. E il risultato alla fine è arrivato: a Carinaro si costituirà un polo europeo di ricambi e accessori che impiegherà 320 persone. E le altre? Potranno scegliere se trasferirsi a Napoli o a Varese, beneficiando di incentivi, oppure accedere ai percorsi di uscita incentivata specificamente previsti per la Campania.

E il clima si è fatto più sereno anche a None (provincia di Torino) dove la Whirpool aveva paventato, per qualche settimana, la chiusura. Il magazzino verrà ceduto (come già precedentemente stabilito) alla piemontese Mole che si è impegnata ad assumere tutto il personale. Per il quale è stata prospettata anche un’altra via: quella di trasferirsi in un altro stabilimento della Whirpool o di accedere ai percorsi di uscita incentivata. Un “piano b” di cui potranno fruire (se vorranno) anche i dipendenti del centro ricerca e dell’outlet di None che resteranno in attività fino alla fine del 2016.

E veniamo alle reazioni: tra i più solerti, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi:Lo avevamo promesso ai lavoratori della Whirpool – ha twittato attestandosi la vittoria – nessuna chiusura, nessun licenziamento”. A fargli il verso è stato, però, il leader della Fiom, Maurizio Landini“A questo punto – ha dichiarato – si può dire che l’investimento di Whirlpool e la presenza dell’azienda in Italia è fantastica“. Il riferimento è all’entusiasmo mostrato, circa un anno fa, dal premier Renzi per l’acquisizione della Indesit da parte della Whirpool. Entusiasmo tramutatosi in apprensione (e rabbia) nel momento in cui il gruppo americano aveva paventato esuberi e chiusure. 

Ma è sulla solidarietà dei lavoratori che Landini ha voluto porre l’accento: “E’ stata molto importante – ha detto – la lotta dei lavoratori e l’unità che hanno dimostrato di fronte a un piano industriale che prevedeva delle contraddizioni di fatto”. “C’è stato – ha aggiunto il sindacalista – un atto di solidarietà tra i diversi stabilimenti in Italia e il risultato ottenuto è stato grazie all’impegno di tutti”.

A scrivere la parola fine alla rocambolesca vertenza saranno, come sempre, i lavoratori che da oggi si riuniranno in assemblea per discutere i punti del piano proposto dalla Whirpool. Su cui si esprimeranno definitivamente, con un referendum, i prossimi 13 e 14 luglio. Ma l’esito appare scontato.

 

 

 

 

 

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