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Da Grillo a Ferrero: gli amici di Alexis sono in viaggio

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Alexis Tsipras

 

“C’è chi dice no”, scandiva Vasco Rossi in una nota canzone che alcuni politici di casa nostra potrebbero ascoltare a loop, durante il viaggio che li porterà nella capitale greca. I supporter di Alexis Tsipras – che ha chiamato a raccolta il popolo ellenico per esprimersi sull’ultimatum dell’Europa – stanno, infatti, per staccare il biglietto per Atene. Domani affolleranno (insieme a chissà quanti altri colleghi, operatori dell’informazione e cittadini europei) Piazza Syntagma, in attesa di un verdetto che, in ogni caso, farà discutere.

Il fronte del “no” (inteso come resistenza all’austerity professata dall’Europa germano-centrica) in partenza dall’Italia conta un numero non trascurabile di iscritti. Primo tra tutti, Beppe Grillo che, già qualche giorno fa, aveva annunciato la sua presenza nella piazza più calda d’Europa. “Domenica e lunedì – aveva scritto sul suo blog – sarò ad Atene per esprimere la solidarietà e vicinanza di tutto il M5S ai cittadini greci in questo momento di democrazia. L’ultima parola spetta ai cittadini e il popolo greco prenderà la decisione che più ritiene opportuna tra proseguire con l’austerità imposta dai burocrati e dai banchieri o riprendersi la propria sovranità”. Ad accompagnarlo ci sarà una delegazione di circa una quarantina di pentastellati tra cui (si vocifera) Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Carlo Sibilia e Roberto Fico.

A partire sarà anche Nichi Vendola. Il leader di Sel, insieme all’inseparabile Nicola Fratoianni e ai capigruppo parlamentari, Loredana De Petris e Arturo Scotto, non mancherà, infatti, di portare il suo sostegno all’amico Tsipras. “Domenica andremo ad Atene – ha annunciato su facebook – per testimoniare la nostra solidarietà al popolo greco, ad Alexis e al suo governo, e la solidarietà nei confronti di quell’idea di Europa che è incompatibile con la macelleria sociale che viene ordinata da Bruxelles e sancita da Berlino. Se l’Europa immagina di poter sopravvivere senza la propria culla, senza la Grecia – ha continuato Vendola nel suo accorato post – credo che stia inseguendo un incubo. Se l’Europa pensa di considerare incompatibile la democrazia e i suoi strumenti, come ha fatto legittimamente e bene Tsipras, vuol dire che l’Europa si suicida”.

E poi ci sono i viaggiatori in solitaria, ovvero coloro che prenderanno l’aereo per Atene senza “scorta” al seguito. Tra loro, il fresco fuoriuscito dal Pd, Stefano Fassina, e il dissidente democratico (o “diversamente renziano” che dir si voglia), Alfredo D’Attore. Mentre a srotolare la bandiera di Rifondazione Comunista che – si presume – metterà in valigia insieme al necessaire, sarà Paolo Ferrero. Il sanguigno “compagno” raggiungerà, nelle prossime ore, Piazza Syntagma per unire la sua voce al coro dei no. Forte di quell’ardita dichiarazione – consegnata solo poche ore fa ad alcuni giornalisti – in cui ha tracciato un filo di connessione tra l’austerità europea e il terrorismo internazionale: “L’Isis usa bombe e sgozzamenti, l’Unione europea le banche – ha detto – Entrambi, comunque, agiscono per terrorizzare la gente”.