Casa: il prezzo scende, ma si compra poco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:23

Tasi

 

I prezzi delle case continuano a scendere, ma gli italiani non sembrano approfittarne. A confermare un trend non certo incoraggiante, per gli operatori del settore immobiliare, sono i dati dell’ultimo osservatorio sul mercato della compravendita di Nomisma, che ha monitorato 13 grandi città italiane.

Lo studio ha, innanzitutto, tracciato una differenza tra la richiesta di acquisto di abitazioni (che, nel primo semestre del 2015, sarebbe sostanzialmente rimasta stabile) e la richiesta di acquisto di negozi e uffici (che continua, invece, a calare). Spiegando che i migliori risultati ottenuti nel campo della compravendita residenziale (nel 2014 è stato rilevato un +3,5% a livello nazionale) sono da riferire alla maggiore disponibilità della banche a concedere un mutuo.

Ma le cose non vanno sempre bene. Anzi: dall’osservatorio è emerso che, nel primo semestre del 2015, il 28% delle richieste di mutuo è stato negato, con punte particolarmente alte a Catania dove il valore ha raggiunto addirittura il 37%. Un no che, nei fatti, si è tradotto nella rinuncia ad acquistare casa. Mentre chi è riuscito faticosamente a centrare l’obiettivo, ha dovuto fare appello a tutta la sua pazienza perché, in media, i tempi per finalizzare l’acquisto di una casa si aggirano intorno agli 8,1 mesi, quelli per un negozio sfiorano i 10 mesi e quelli per portare a termine l’acquisto di un ufficio raggiungono i 10,4 mesi (gli affitti risultano, fortunatamente più celeri: rispettivamente 3,9, 6,3 e 6,8 mesi).

E veniamo al capitolo prezzi che, stando all’osservatorio di Nomisma, nei primi 6 mesi dell’anno, sono ulteriormente scesi. Nel dettaglio: il prezzo delle abitazioni nuove è calato (rispetto al semestre precedente) dell’1%, quello delle abitazioni usate dell’1,4%, quello degli uffici dell’1,8% e quello dei negozi dell’1,2%. Una corsa al ribasso che, come è facile capire, è stata determinata dalla crisi che ha investito, in maniera particolarmente pesante, il mercato immobiliare. Tanto che, dal 2011 ad oggi, lo sconto praticato sugli immobili è aumentato del 5% attestandosi al 16%.

Con quali risultati? La risposta, come già detto, non è stata delle migliori perché, a fronte dei continui ribassi, gli italiani hanno continuato a comprare poco. Seppure un qualche cambiamento sia stato rilevato: “Non si può parlare di ripresa né di inversione di tendenza – hanno spiegato dalla Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) – ma di timidi segnali positivi per il comparto residenziale”. Nel quale è stato registrato una crescita dell’intenzione di acquisto, da parte delle famiglie italiane, pari al 5%. Ma la situazione rimane critica: A frenare gli investimenti – hanno aggiunto dalla Fiaip – sono l’eccessiva tassazione immobiliare e le imposte sulla casa, che penalizzano ancora oggi il mercato”.