L’allarme di Confcommercio: troppa distanza tra il Nord e il Sud

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:46

Nord e Sud

 

La fotografia scattata ieri dall’Istat (sulla spesa delle famiglie italiane) ha allarmato, non poco, Confcommercio. Soprattutto nel passaggio in cui si è messo a fuoco il divario tra il Nord e il Sud del Paese. La distanza tra Aosta e Palermo si fa, infatti, sempre più marcata: se nel 1997, la spesa media delle famiglie settentrionali superava del 23% quella delle famiglie meridionali, nel 2014, la differenza ha raggiunto il 42%.

E va ancora peggio, se si prendono in considerazione le spese non alimentari (le più rappresentative perché non legate al sostentamento primario) che hanno segnato uno scarto del 54% (era del 30% nel 1997).

“La consapevolezza che l’apertura della forbice, solo acuita dalla recessione degli ultimi anni, è un fenomeno strutturale – hanno commentato dall’Ufficio Studi di Confcommercio – dovrebbe suggerire strategie d’intervento per il rilancio del Sud del Paese, attraverso politiche di recupero di adeguati standard di efficienza burocratica e legalità, sviluppo infrastrutturale, valorizzazione del turismo, potenzialmente molto vitale e produttivo. La ripresa dell’Italia passa da quella del Sud, senza il quale – hanno spiegato i tecnici di Confcommercio – sarà necessario arrendersi all’economia dei decimali”.