Banca d’Italia: debito pubblico alle stelle, oltre i 2.218 miliardi di euro

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Il nostro debito pubblico continua a crescere. A documentarlo l’ultimo supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia che, per il mese di maggio, ha certificato un “buco” da 2.218,2 miliardi di euro, in aumento di 23,4 miliardi in un solo mese.

L’aggravarsi del debito pubblico, secondo i tecnici di Palazzo Koch, sarebbe da imputare a vari fattori: la maggiore liquidità messa a disposizione del ministero dell’Economia, la svalutazione dell’euro (sceso fino a quota 1,10) e la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione.

Tutte cause che hanno partecipato a peggiorare la situazione, soprattutto nelle amministrazioni centrali, il cui “passivo” è aumentato, in un solo mese, di 22,9 miliardi di euro. Mentre le amministrazioni locali si sono “limitate” a contrarre debiti per 0,5 miliardi di euro in più rispetto ad aprile e gli Enti di previdenza sono riusciti a mantenere i valori invariati.

Dal 2008 ad oggi, il nostro debito pubblico non ha mai smesso di crescere. Ma le “vette” raggiunte nei primi mesi del 2015 hanno segnato un’escalation preoccupante: da dicembre del 2014 a maggio del 2015, il “buco” statale è, infatti, aumentato del 3,9%, passando da 2.134,9 miliardi di euro a 2.218,2. E il futuro non sembra riservare buone notizie. Anzi: gli analisti prefigurano ulteriori peggioramenti.

Ma il supplemento diffuso ieri da Bankitalia ha fornito anche le cifre relative alle entrate tributarie rilevando che, a maggio, lo Stato ha incassato 31 miliardi di euro, esattamente come un anno prima. Nei primi 5 mesi del 2015, invece, le entrate sono state pari a 146,2 miliardi di euro, in lieve aumento rispetto ai 145,4 miliardi messi in cassa nello stesso periodo dell’anno precedente.