Accoglienza migranti: un business da 1 miliardo di euro all’anno

Accoglienza migranti

 

Al di là delle legittime considerazioni di ognuno, quello dell’immigrazione è un fenomeno – politico e sociale – che merita di essere affrontato in maniera risolutiva. Magari partendo da alcuni numeri che possono aiutare a comprendere quali sono gli interessi che gravitano intorno al mondo dell’accoglienza.

Stando ai dati forniti dal Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo), i circa 78 mila migranti attualmente ospitati nelle nostre strutture muoverebbero cifre davvero importanti: 2 milioni e 730 mila euro al giorno che corrispondono a 82 milioni di euro al mese o, se si preferisce, a 980 milioni all’anno.

Detta fuori dai denti: quello dell’accoglienza è un business davvero redditizio che, come le recenti cronache hanno tristemente documentato, ha acceso gli appetiti di molti attori pubblici e privati. Per questo occorre fare chiarezza, partendo da una ricognizione scrupolosa di tutte le strutture preposte a ricevere cittadini stranieri.

Oltre ai Cie (Centri di identificazione ed espulsione), ai Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo), ai Cda (Centri di accoglienza) e ai Cpsa (Centri di primo soccorso e accoglienza), esistono, infatti, i cosiddetti Cas ovvero i Centri di accoglienza straordinaria dei quali si sa davvero poco. La scelta della gestione emergenziale – ha fatto notare Cittadinanzattiva – consente spesso, a chi gestisce questi centri, di scavalcare regole e procedure bypassando le verifiche che dovrebbero essere regolarmente effettuate. Così che, nella maggior parte dei casi, non si conosce né l’ubicazione di tali alloggi né tanto meno il soggetto che li gestisce.

Cosa fare allora? Cittadinanzattiva, insieme a Libera (l’associazione contro le mafie guidata da Don Ciotti) e LasciateCIEntrare (la campagna nazionale contro la detenzione amministrativa dei migranti), ha notificato un’istanza al ministero dell’Interno con la quale ha chiesto la pubblicazione dell’elenco completo dei Cas. Rivendicando anche il diritto ad avere informazioni sugli enti gestori, sulle gare di appalto, sulle convenzioni, sulle attività di monitoraggio e sui servizi erogati alle persone ospitate. E’ dalla trasparenza che deve, infatti, passare il tentativo di trasformare l’accoglienza in un’occasione di arricchimento. Umano e non economico.