Coldiretti: frutta sempre più regina della tavola, ma è rischio salasso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:53

fruit collection

 

La frutta e la verdura vincono, per la prima volta, la loro sfida contro la carne. Secondo una recente indagine della Coldiretti, infatti, gli italiani hanno iniziato a spendere di più per i prodotti della terra destinando al loro acquisto il 23% del budget alimentare, pari a circa 99,5 euro al mese. Una cifra che ha segnato il sorpasso sulla carne, per la quale i nostri connazionali spendono mediamente 97 euro al mese, pari al 22% del loro budget.

“E’ in atto, a livello globale – ha fatto notare il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo – una tendenza al riconoscimento del valore alimentare della frutta e verdura alla quale dobbiamo saper dare una risposta concreta. L’Italia ha il primato europeo nella produzione che genera un fatturato di 13 miliardi, con 236.240 aziende che producono frutta, 121.521 che producono ortaggi, 79.589 patate e 35.426 legumi secchi”.

Ma attenzione perché se è vero che frutta e verdura stanno per “detronizzare” gli altri alimenti dalla tavola, è altrettanto vero che il loro costo è in costante – e preoccupante – aumento. Più precisamente, secondo la solita Coldiretti, il prezzo di molta frutta – lungo il tragitto che la porta dai campi di coltivazione ai banchi del mercato (o del supermercato) – si alzerebbe alle stelle facendo registrare rincari fino al 500%.

Qualche esempio? Le pesche che il contadino si fa pagare 0,30 euro al chilo, vengono rivendute al consumatore a 1,80 euro. Non va molto meglio con le susine e i meloni che paghiamo mediamente 1,40 euro al chilo, contro gli 0,40 euro che vengono resi al produttore. Per non parlare dell’uva che, dal campo alla tavola degli italiani, subisce un rincaro di quasi 2 euro (da 0,80 a 2,50 euro).

“E’ in atto una vera speculazione – ha denunciato Moncalvo – che sottopaga la frutta al di sotto dei costi di produzione agli agricoltori e non permette a molti cittadini di garantirsi il consumo di un prodotto indispensabile per la salute in questa stagione”. “Nella forbice dei prezzi dal campo alla tavola – ha aggiunto il numero uno della Coldiretti – c’è margine da recuperare per garantire un reddito sufficiente agli agricoltori e acquisti convenienti per tutti i cittadini”.

 

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