Landini boccia il Jobs Act: Va cancellato

Foto LaPresse - Marco Cantile 25/02/2015 Pomigliano D'Arco, Italia Cronaca Assemblea pubblica Fiom-Cgil su ''Per il lavoro, lo sviluppo, la democrazia, la legalità e la solidarietà''. Con il segretario generale nazionale Fiom, Maurizio Landini Nella foto: Maurizio Landini

 

A marcare ancora di più la distanza tra Matteo Renzi e Maurizio Landini ci ha pensato il Jobs Act“E’ una legge sbagliata, che deve essere contrastata e cancellata“, ha tagliato corto il leader della Fiom, che ha rinverdito il suo repertorio fornendo il fianco alle “sbertucciate” che il premier non mancherà di recapitargli.

Il numero uno dei metalmeccanici Cgil, che ieri ha anche usato parole risolute sui compensi da capogiro intascati da certi sindacalisti, ha bocciato senza appello la riforma del lavoro. Noi pensiamo – ha detto – che con la contrattazione collettiva occorra estendere i diritti e non toglierli, evitare i licenziamenti e impedire i controlli a distanza e i demansionamenti”. Landini ha, insomma, puntato l’indice contro alcuni dei punti più controversi del provvedimento che vorrebbe mandare in soffitta prima del tempo. “Penso che quando una legge è sbagliata – ha insistito il segretario della Fiom – bisogna provare a cambiarla. Per questo, reputo importante che la Cgil concluda l’impegno preso qualche tempo fa di coinvolgere tutti gli iscritti per arrivare a un referendum abrogativo di questa legge sbagliata”.

La convinzione del sindacalista è che il contratto a tutele crescenti “celebrato” da Matteo Renzi e Giulinao Poletti finisca per penalizzare i lavoratori, a beneficio degli imprenditori che potranno licenziare “per una manciata di soldi”. Una posizione destinata a rimanere inconciliabile con quella dei rappresentanti del governo che festeggiano i primi presunti successi del Jobs Act.

“Il problema è che Renzi ascolta solo una parte e sta facendo, sotto dettatura, quello che la Confindustria e la grande finanza gli stanno chiedendo”, ha affondato Landini. Che ha poi proposto la sua ricetta personale: “Se si vuole creare occupazione – ha detto – ci sono due strade da seguire: ridurre l’età pensionabile e ridistribuire gli orari di lavoro garantendo i diritti a tutti. La maternità, la malattia, le ferie, gli infortuni, l’equo compenso sono diritti che devono essere difesi per ogni forma di lavoro”.  

E la riforma del lavoro targata Renzi-Poletti piace poco anche a Pippo Civati, l’ex democratico che ha imboccato la via di un nuovo movimento, Possibile, attraverso il quale sta tentando di raccogliere le firme utili a proporre quattro quesiti referendari su Italicum, trivellazioni in mare, Sblocca Italia e Jobs Act appunto. “Landini è stato il primo da cui mi sono recato per parlargli di questa iniziativa – ha detto l’antirenziano – Lui ha avanzato dubbi perché dice che ci vuole più tempo per creare questo percorso, ma non mi ha mai dato una risposta definitiva. Io gli ripeto il mio appello: anche con tutte le tue perplessità, firma, aiutaci”.