Sparatoria in Oregon: 26enne irrompe in un college e uccide 10 persone a colpi di pistola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:58

EnnesimaC_4_articolo_2136325__ImageGallery__imageGalleryItem_23_image sparatoria in un college americano.

E’ accaduto giovedi all’Umpqua Community College di Rosenburg, Oregon, Stati Uniti, dove un 26enne residente nella zona, Chris Harper Mercer – che recava con sé un piccolo arsenale: tre pistole, un fucile e un giubbotto antiproiettile –, ha aperto il fuoco contro gli studenti che svolgevano le lezioni in classe.

Nella sparatoria hanno perso la vita dieci persone, altrettante sono state ferite, talune in maniera grave.

Alcuni testimoni hanno raccontato che il giovane sarebbe entrato classe per classe, chiedendo a studenti ed insegnanti a quale credo appartenessero. “Ha chiesto loro se fossero cristiani. Se la risposta era sì, gli sparava alla testa, se era no, gli sparava alle gambe”, ha riportato una studentessa.

L’orrore è andato in scena sui social, giacché alcuni studenti dell’istituto hanno preso a twittare. “O mio Dio, stanno sparando”, ha scritto la studentessa Kayla Marie. “Gli studenti stanno fuggendo ovunque, mio Dio”.

Il killer – rimasto poi ucciso durante un conflitto a fuoco con le forze di polizia locali – che sono intervenute prontamente -, non era uno studente dell’istituto, ma condivideva nella zona un appartamento con la madre.

I media statunitensi hanno riferito che sui suoi profili social il ragazzo si professava un “conservatore repubblicano” e respingeva apertamente le “religioni organizzate”. In uno di questi sarebbe ritratto in una foto con un’arma e immagini propagandistiche pro Ira, l’ “Esercito repubblicano Irlandese”.

Pare inoltre che mercoledì sera Harper Mercer abbia lanciato un avvertimento online. Non a caso, sul sito 4chan è apparso il post di un utente che invitava gli studenti nel nord-ovest a non recarsi a scuola questo giovedì.

Appresa la tragica notizia il presidente americano Barack Obama, è prontamente intervenuto in tv, tuonando: “Basta fare condoglianze, bisogna cambiare le cose”. Siamo l’unico Paese moderno al mondo che vede questo tipo di sparatorie quasi ogni mese. Ormai sono diventate una routine e di fronte questi episodi che si ripetono le preghiere non bastano”.

Ricordiamo che la stretta sulla vendita delle armi da fuoco imposta dal Presidente USA – soprattutto dopo il massacro nella chiesa di Charleston, in Sud Carolina, occorso il giugno scorso -, è stata ostacolata dal Congresso americano, a causa delle pressioni della lobby della National Rifle Association.

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