Ignazio Marino decade: non è più sindaco di Roma

downloadÈ ufficiale, Ignazio Marino non è più il sindaco di Roma.

L’assemblea capitolina della giunta si è sciolta con le dimissioni di ventisei consiglieri comunali – uno in più del quorum -, determinando l’immediata decadenza del primo cittadino dalla sua carica.

19 consiglieri del Pd, due della maggioranza (Centro democratica e Lista Civica Marino) e 5 dell’opposizione hanno rassegnato le dimissioni, costringendo il chirurgo alla resa.

Adesso il Prefetto di Roma, Franco Gabriella, con il supporto del ministro dell’interno Angelino Alfano, dovrà nominare un commissario.

Alla notizia della sua débâcle i sostenitori di Marino si sono raccolti in piazza del Campidoglio, esibendo cartelli che recavano le scritte «Partito democratico… Arrivato… Democristiano», «Vendesi democrazia», «Qui per il mio sindaco, qui per la democrazia», «Renzi dimettiti», «Io sto con Marino».

 

Ignazio Marino è attualmente iscritto nel registro degli indagati per la famosa inchiesta sugli scontrini, quella in cui l’oramai ex sindaco della città dei sette colli risulta indagato per aver utilizzato, indebitamente, la carta di credito intestata al Comune di Roma.

Sulla scorta delle denunce pervenute da Alleanza Nazionale, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle i pm lo accusano di peculato e concorso in falso atto pubblico.

Marino ha confermato di essere stato raggiunto, lo scorso 28 Ottobre, da un avviso di garanzia “Mi sono recato in Procura come persona informata dei fatti – ha detto ai giornalisti -, l’iscrizione è un atto dovuto da parte della magistratura per completare le indagini e decidere se c’è una colpa o non c’è. Sono convinto della mia azione amministrativa e della mia trasparenza”.

Infine, citando il defunto presidente del Cile, Salvador Allende – morto assassinato nel Settembre del 1973 -, ha aggiunto: “Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato […] Potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli”.

Si conclude così, con le dimissioni di massa della sua giunta, l’interminabile epopea di Ignazio Marino sindaco di Roma.