Schianto Airbus Sinai: nessuna ipotesi esclusa

C_4_articolo_2141373__ImageGallery__imageGalleryItem_32_imageNon si esclude la pista del terrorismo nell’ambito delle indagini sull’incidente dell’Airbus A321, partito da Sharm el Sheik e precipitato nel Sinai lo scorso sabato 31 Ottobre.

L’aeromobile, dopo essersi spezzato in volo, si è schiantato sul Sinai causando la morte di tutti i passeggeri e del personale di equipaggio, in totale 224 persone.

Il portavoce del capo del Cremlino, Dimitri Peskov ha riferito che il governo russo in questo momento non starebbe escludendo nessuna pista Non si può escludere nessuna delle ipotesi avanzate finora sulla sciagura aerea di sabato scorso nel Sinai: Di fatto, – ha detto in un’intervista -, gli investigatori iniziano solo ora il loro lavoro“.

Le scatole nere dell’aereo sono state ritrovate “in buone condizioni“, ha rivelato il ministro delle Situazioni di emergenza russo, Vladimir Puchkov. Il che indicherebbe che non vi è stato alcun malfunzionamento o guasto tecnico.

Il dirigente della Kogalymavia/Metrojet – la compagnia aerea cui apparteneva il velivolo -, ha parlato di “fattore esterno in aria” quale unica causa del disastro. “Un A321 – ha aggiunto – non può spaccarsi in aria per il malfunzionamento di un qualsiasi sistema tecnico“, escludendo anche l’errore umano.

Tuttavia una fonte del gruppo che sta analizzando la scatola nera, in base a quanto divulgato dall’agenzia di stampa britannica Ruters, scarta l’ipotesi del fattore esterno.

Il direttore del Comitato interstatale dell’aviazione russa, Viktor Sorochenko ha ammesso infatti che l’Airbus è esploso in volo e che “La disintegrazione è avvenuta in aria”, tant’è che i rottami sono sparsi in un’area di 20 chilometri quadrati.

Gli esperti del sito specializzato AirLive.net ritengono che la sciagura sia da attribuire a una depressurizzazione dovuta ad una debolezza strutturale.

Non ci sono “prove esplicite” che l’aereo sia precipitato a causa di un attentato terroristico, dice invece il capo dell’intelligence statunitense, James Clapper.

Intanto però le compagnie aeree Emirates, AirArabia e FlyDubai hanno deciso di sospendere i voli sul Sinai fino a quando non sarà fatta luce sulle reali cause dell’incidente.