Allarme Oms: vendite di carne in calo nei primi giorni

Dopo l’allarme arriva la tempesta. Sono preoccupanti infatti i dati che vengono analizzati in queste ore dall’associazione di categoria Assomacellai, secondo la quale le vendite relative alle carni rosse sono scese del 20%. “Una fase passeggera” assicura il numero uno della Confesercenti secondo il quale “nel giro di quindici giorni la situazione ritornerà nella norma.”

E’ ancora fresco il rcarne-400x215icordo delle ultime ondate di allarmi degli ultimi anni. Nel caso dello scoppio dell’encefalopatia spongiforme (la famosa “mucca pazza”) le vendite del comparto ebbero un crollo dell’80% e del 50%  quando ad essere messo sotto esame fu il settore del pollame (aviaria). All’epoca però la situazione era differente: “Un conto è l’allarme per un rischio sanitario- spiega Marco Guerrieri, responsabile carne della Coop Italia-  In quel caso, passato il pericolo di contagio non c’è nessuna controindicazione a tornare alle proprie abitudini alimentari”. Ma per uno studio del genere le ricadute potrebbero essere ben diverse. In Usa, ad esempio, l’allarme lanciato contro le bevande gassate e zuccherate ha causato una contrazione del volume d’affari del 25%. “Prevedo un aumento di vegetariani” aggiunge ancora Guerrieri.

Si vedrà con il passare del tempo quale sarà la reazione dei consumatori. “Per il momento-  chiosa François Tomei, direttore della Assocarni-  la stessa Oms riconosce che la carne è un elemento essenziale dell’alimentazione. E tutti sanno che un prosciutto di Parma è diverso da un insaccato low-cost”. Speranze, forse, anche se il dato di queste prime giornate sembra essere ancora relativo e tutti, animali compresi, attendono di sapere se ci saranno conseguenze durature.