Inverno 2015-2016: gelo e neve o tempo secco e temperature elevate?

imagesCome sarà quest’inverno sono in molti a chiederselo, in particolare gli esperti che in questi giorni, data l’eccezionale ondata di caldo, stanno dibattendo per ottenere previsioni più dettagliate.

Due opposte fazioni di scienziati “lottano” per sostenere ciascuna le proprie posizioni.

Da un lato ci sono i “propugnatori” della teoria del Niño, secondo i quali per l’anno 2015-2016 si starebbe profilando un inverno gelido, con nevicate eccezionali e un’Europa sferzata da probabili influssi di Burian, il vento siberiano che reca con sé tempo gelido e nevicate copiose.

Dall’altro ci sono coloro i quali, affidandosi ai modelli matematici – in particolare all’Ecmwf con sede a Reading nel Regno Unito -, ritengono che durante l’inverno godremo di temperature estremamente miti, persino di alcuni gradi sopra la media.

Al momento la prima ipotesi sembrerebbe la più verosimile, in quanto “corroborata da alcuni parametri meteorologici, atmosferici ed oceanici sempre più importanti ed evidenti”.

Sarebbero almeno 3 i fattori a sostegno di questa tesi; in prima istanza l’influenza del Niño, in intensificazione sull’Oceano Pacifico, in grado di influenzare pesantemente il clima su tutto l’Emisfero Settentrionale.

È noto che gli effetti del Niño siano stati sempre accompagnati da inverni rigidi su Scandinavia, Regno Unito e Mediterraneo (si ricordano le nevicate eccezionali del 2012 sull’Appennino Emiliano e la nevicata di Roma che causò disagi e polemiche rivolte all’allora sindaco Alemanno).

Il secondo motivo per il quale si ipotizzano temperature al di sotto della media è l’influsso, particolarmente debole, della Corrente del Golfo. Questa si sarebbe affievolita e pertanto non sarebbe in grado di mitigare l’inverno.

In ultima analisi l’Oceano Atlantico risulterebbe più freddo del solito: “In mare aperto è presente da 2 mesi una vasta area di 4000 km quadrati in cui le acque sono più fredde della norma di 2,8 gradi”.

Di conseguenza le perturbazioni atlantiche che attraverseranno la superficie marina giungeranno in Europa più fredde della norma.

Prendendo ad esempio il modello matematico ECMWF al contrario, per i mesi di Dicembre, Gennaio, Febbraio e Marzo, in Italia ci saranno temperature di circa 1,5/2 gradi oltre la media e quindi pochi episodi nevosi relegati alle quote basse.

I meteorologi più cautamente hanno concluso che, giacché entrambe le teorie risultano valide e ben argomentate, “all’interno di un periodo invernale mediamente più caldo della norma, saranno probabili, non solo a Dicembre, ma soprattutto intorno a Febbraio un paio di episodi nevosi e gelidi dapprima al Nord e poi anche al Centro fino a Roma, causati dal repentino riscaldamento stratosferico polare, con conseguenti colate artiche verso il Mediterraneo, dapprima dal Mar della Groenlandia, e successivamente a Febbraio dagli Urali e dalla Siberia sotto forma di BURIAN, il freddissimo vento siberiano della steppa che, passando attraverso la regione carpatico-danubiano e sfociando sul bacino dell’Adriatico, porta poi a nevicate in Italia”.