Inquinamento mari italiani: Legambiente lancia l’allarme

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:34

Uno scenario preoccupante, quello delineato dal rapporto che Goletta Verde di Legambiente ha presentato  questa mattina a Roma nell’ambito del convegno “Plastic Free Sea.” Uno monitoraggio portato avanti nell’estate 2014 e in quella 2015 dai numeri tutt’altro che aleatori: 2.600 km di navigazione effettuata, 120 kmq di mare monitorato, un monte ore di 205 ore di osservazione diretta e tanti, tanti rifiuti raccolti lungo le tratte seguite: 2597 fra Tirreno, Adriatico e Ionio.inquinamento marino

Colpisce il fatto che tra questi rifiuti la maggior parte siano prodotti in plastica (circa 95%). Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente chiarisce più dettagliatamente il concetto: “La plastica- afferma- è il rifiuto più persistente nell’ambiente ma anche quello più dannoso per l’ecosistema e la fauna marina. L’indigestione del marine litter, infatti è stata documentata in oltre 180 specie. “ La zona dove è stata riscontrata una più alta densità di rifiuti è quella del Tirreno centrale, in particolare la costa campana fra Mondragone (Ce) e Acciaroli (Sa), lungo la quale sono stati rinvenuti  51 rifiuti/ Kmq. Una situazione abbastanza allarmante, secondo gli addetti ai lavori, aggravata dal fatto che la legislazione italiana impone di rigettare in mare i rifiuti accidentalmente pescati per assenza di cabine di smaltimento in porto.

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