Salvini rinuncia alla tappa di Gerusalemme: “La sua visita non è opportuna”

Matteo Salvini questa volta incassa e non risponde. Dopo l’altolà ricevuto dal governo nigeriano il 29 settembre scorso, oggi è la volta di quello d’Israele. Il segretario del Carroccio aveva infatti puntato su una tappa a Gerusalemme per compiere il suo tour internazionale e sperare, quindi, di accreditarsi anche consensi all’estero.

Ma ha dovuto fermarsi a Mosca:“Non opportuna” è stata definita la sua visita dall’ambasciatore israeliano  a Roma Naor Gilon. E su questo giudizioLega-Bologna-620x264 ha pesato, ovviamente, la linea politica di intransigenza seguita da Salvini nei confronti dell’immigrazione e la vicinanza, meticolosamente intessuta, che il leghista ha costruito in questi mesi con ambienti “estremi” della destra nazionale e non. Casapound per il fronte italiano (molti vessilli e teste rasate erano presenti infatti alla manifestazione di Bologna) e la destra xenofoba e fascista di Marie Le Pen in Francia. Ma mentre il rifiuto d’accoglienza presentato dal governo nigeriano fu allora trasformato in un caso politico, questa volta Salvini incassa il colpo con molta più discrezione, anche perché il disco rosso di Israele assume, ovviamente, tutto un altro peso. Un peso che, in periodo di comizi e di proclami pre elettorali, è forse bene custodire con un margine di riservatezza.