A Firenze mostra sacra vietata ai bambini: “urta la sensibilità dei non cattolici”

download (2)Le opere sacre esposte potrebbero collidere con la sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra“, così si è espresso il consiglio di interclasse della scuola elementare ‘Matteotti’ di Firenze, commentando la decisione di vietare agli allievi dell’istituto la visita alla mostra d’arte allestita a Palazzo Strozzi a Firenze dove, tra le altre opere, è esposta la Crocifissione bianca di Marc Chagall.

Il veto sarebbe stato imposto per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche”.

La mostra, intitolata “Bellezza divina”, è interamente dedicata alla visione del sacro da parte di artisti del calibro di Van Gogh, Fontana, Picasso, Matisse, Munch e Chagall per l’appunto.

La notizia, diffusa poche ore fa dal quotidiano La Nazione, ha suscitato l’immediata reazione del sindaco di Firenze Dario Nardella, che commenta sul suo profilo Facebook: “Se è vero che una scuola fiorentina ha annullato la visita degli alunni ad una delle più belle mostre fiorentine di arte sacra degli ultimi anni per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche saremmo davanti ad un fatto quantomeno insensato. Non solo perché siamo da sempre la città del dialogo interreligioso, ma anche perché sarebbe un errore grossolano escludere dalle scuole la fruizione del nostro patrimonio di storia e cultura che comprende oggettivamente anche l’arte sacra, che per forza di cose da noi è arte cristiana“.

Al primo cittadino del capoluogo toscano fa eco il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi che replica “Anacronistico non portare ad una mostra i bambini perché ci sono crocifissi: è fuori dal mondo e dalla realtà!

Indignati anche alcuni genitori che protestano appellandosi al fatto che, in generale, la storia dell’arte si basa particolarmente sull’arte sacra.

Anche il preside della scuola elementare è intervenuto, precisando di non aver preso parte al consiglio scolastico. “L’eventuale esclusione della visita – ha detto – non ha motivazioni religiose e non è escluso che la mostra possa essere reinserita nei programmi didattici se non tutte, almeno di alcune classi”.