Caporalato in Puglia: 55 ghetti con oltre 50 mila persone

Veri e propri ghetti, 50 per la precisione, nei quali vivono stipate più di 50 mila persone regolarmente sfruttate come manodopera a bassissimo costo da organizzazioni criminali e caporali che guadagnano, sulla pelle di uomini ridotti in condizioni di schiavitù, milioni di euro a stagione, dai 21 ai 30 per la precisione.

ghettoE’ quanto emerge dal drammatico rapporto “Agricoltura e lavoro migrante in Puglia” presentato oggi dalla Flai Cgil Puglia in un incontro svoltosi a Bari. Condizioni di vita che si ritenevano superate da decenni riemergono impietosamente per i nuovi braccianti dell’era moderna. “Ognuno di questi “schiavi” – afferma Giuseppe De Leonardis, segretario della Flai Cgil Puglia- guadagna 400-500 euro in due mesi di lavoro”. E non è tutto, perché alle condizioni di vita mortificanti, alla fatica di un lavoro che prevede il giornaliero riempimento di decine di cassette di frutta o pomodori (su ognuna delle quali il rapporto stima che i caporali guadagnino da uno a 5 euro) c’è da aggiungere le vessazioni fisiche, le minacce, le morti per sfinimento. Inoltre, registra sempre il rapporto, le case ricavate con lamiere nelle quali questa gente viene messa a vivere hanno un prezzo d’affitto di 200 euro mensili, più la sovrattassa che ognuno deve pagare per ogni panino (2-3 euro) e per la ricarica elettrica del telefono (altri 3 euro a ricarica). Uomini il cui destino sembra quello di essere abbandonati nelle mani del caporalato. “E’ una vergogna – ha affermato la Camusso presente oggi all’incontro – che si taccia sui ghetti e sulle tendopoli e che si vada li solo quando succede una tragedia”.