Cancro al seno: l’Italia registra il -30% di mortalità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:14

downloadBuone notizie sul fronte della salute – In 23 anni, dal 1989 al 2012, in Italia la mortalità per tumore del seno è diminuita del 30%.

Il dato giunge dal Convegno internazionale sui nuovi farmaci per il cancro al seno – giunto alla quarta edizione -, che si apre oggi all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma e che vedrà la partecipazione di oltre 200 esperti provenienti da tutto il mondo.

Sarebbero 693mila oggi, nel nostro Paese, le donne colpite da neoplasia al seno che vivono grazie a diagnosi precoce e nuove terapie, il 19% in più rispetto al 2010.

Si è registrato negli ultimi vent’anni un aumento costante e progressivo dell’incidenza, ma la mortalità, dopo il picco negli anni Ottanta, è diminuita”, ha spiegato l’oncologo Francesco Cognetti, direttore di Oncologia Medica del Regina Elena e presidente del Convegno.

Aumenta anche la durata della sopravvivenza nelle pazienti con cancro al seno in stadio avanzato.

Tuttavia resta elevato il numero di donne che soccombono alla malattia.

Da qui la necessità di ottimizzare i trattamenti disponibili e individuare nuove soluzioni […] L’obiettivo – dice Cognetti – è potenziare la ricerca sui marcatori biologici, così potremo selezionare al meglio le pazienti e risparmiare risorse”.

Quali sono i fattori di rischio dell’insorgenza di neoplasie della mammella?

Età, predisposizione genetica, menarca precoce, menopausa tardiva e dieta ricca di grassi” dice il dottor Francesco Ongaro, Direttore Scientifico dell’Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging di Treviso e collaboratore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa e dell’Institute for Biomedical problems di Mosca.

Nonostante i progressi della medicina e delle terapie ospedaliere, diagnosi precoce e prevenzione restano il modo migliore per “aggirare” la comparsa di carcinomi della mammella.

Pensare che i tumori, e in particolare, il tumore del seno non siano prevenibili è un grosso errore – aggiunge lo specialista – e altrettanto grosso è l’errore di pensare che il tumore al seno possa essere prevenuto con la mammografia, un esame che viene troppo spesso erroneamente spacciato come preventivo. Occorre fare molta attenzione a non confondere diagnosi precoce e prevenzione: con il primo termine si descrivono interventi mirati a diagnosticare il prima possibile una malattia in atto”, quali mammografia, PAP test e densitometria ossea.

Con prevenzione invece si intende una procedura medica o di stile di vita atta a ridurre l’incidenza di una determinata malattia. Nel settore della prevenzione la diagnostica per immagini è spesso insufficiente perché in grado di vedere solamente danni d’organo e non squilibri biochimici e molecolari. In patologie come quelle tumorali per esempio possono passare anche 30 anni dalle prime alterazioni molecolari ad un danno d’organo visibile con indagini radiologiche”.

La prevenzione gioca dunque un ruolo importante, risiede nello stile di vita e fa parte di “elementi basilari come la nutrizione”.

Dunque un’alimentazione sana – conclude Ongaro -, povera di grassi e ricca di frutta e verdura può ragionevolmente ridurre, più in generale, l’incidenza dei tumori.

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