Sangue in Libano: due attentati fanno 43 morti e 240 feriti

Due esplosioni ravvicinate e parte subito la conta delle vittime. Sono almeno 43, secondo l’ultimo dato fornito dal Ministero dell’Interno libanese, le persone rimaste uccise nel duplice attentato che ha insanguinato questa mattina la periferia sud di Beiurt. Almeno 240 i feriti ma i sanitari, tramite prime dichiarazioni e dispacci non ufficiali, fanno sapere che il numero dei decessi salirà anche drammaticamente nelle prossime ore a causa delle condizioni disperate in cui versano molti dei feriti.

Ad azionare gli esplosivi due kamikaze, fattisi saltare in aria uno a 150 metri dall’altro, il secondo ad appena una manciata di minuti dal primo, dopo aver atteso cinicamente l’arrivo dei soccorsi. In un comunicato lanciato sul Site ed attribuito dagli anaBeirut_640listi all’Is si afferma che i “soldati del Califfato” hanno compiuto un’azione contro un raggruppamento di “apostati” e si ricostruisce nei dettagli la dinamica dell’azione. I due terroristi sarebbero giunti nel quartiere, tra il campo profughi palestinese Burj Barajne e via Husseiniya, uno a piedi e l’altro con una moto imbottita d’esplosivo. Un terzo attentatore, a quanto pare, sarebbe morto poco prima durante un’esplosione. La motivazione di un gesto simile si ritiene possa essere legata al sostegno che il partito di Hezbollah sta dando alle forze governative di Bashar al Assad in Siria.