Il web glorifica la Fallaci: “Scusaci Oriana, avevi ragione!”

imagesA distanza di 48 ore dal tremendo attentato terroristico che ha sconvolto Parigi, in cui 129 persone hanno perso la vita durante un concerto rock al teatro Bataclan, da una parte all’altra dei social “fioriscono” le citazioni di Oriana Fallaci ed è tutto un «Brava Oriana», «Scusaci Oriana», «Non ti hanno voluto ascoltare Oriana», per chi vede l’apocalisse dello scorso 14 Novembre come il compimento della “profezia fallaciana”.

Si citano brani interi de “La rabbia e l’orgoglio” – l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera dopo i fatti dell’11 Settembre a New York -, che molti hanno ricusato aspramente, parlando di “delirio della Fallaci”, di “odio fallaciano”, e che in queste ultime ore, sta spopolando sul web.

Questo il passo in cui si ravvede il “vaticinio” di Oriana, il più citato: «Intimiditi dalla paura di andar controcorrente cioè d’apparire razzisti, non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione […] Ma presto si scateneranno. Molti italiani non ci credono ancora. Si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel caso peggiore, una disgrazia che li colpirà per ultimi. Peggio: credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi».

In seguito agli attentati dell’11 Settembre 2001 a New York, dove la Fallaci viveva, fecero molto discutere le sue rigide prese di posizione contro l’Islam.

Amata e odiata, durante i suoi ultimi anni di vita fu spesso considerata una guerrafondaia che, attraverso i suoi libri, combatteva la sua personale battaglia contro la “decadenza della civiltà occidentale che, minacciata dal fondamentalismo islamico, è incapace di difendersi”.

Nove anni dopo la sua dipartita, e dopo il massacro di Parigi, le teorie della Fallaci oggi “cascano come il cacio sui maccheroni”, tornando di grande attualità, sbandierate sui social per “giustificare, o addirittura auspicare, uno scontro di civiltà tra Islam e Occidente”.

Insomma per certi versi è in atto una glorificazione postuma di una scrittrice – ha venduto ben venti milioni di copie in tutto il mondo -, giornalista e attivista che ha sempre diviso l’opinione pubblica e che, sul CorrieteTv è stata definita “Aspra ma vera, violenta ma realista”.

Per contro in rete sta avendo successo anche la replica di Tiziano Terzani all’articolo della Fallaci – riportata ieri dal quotidiano L’Unità -, che all’epoca definì le sue parole oltremodo estreme, accusandola di aver dato una “brillante lezione di intolleranza”.

Nelle tue parole sembra morire il meglio della testa umana – la ragione; il meglio del cuore – la compassione” – scriveva Terzani – […] certe concitate parole, pronunciate dalle lingue sciolte, servono solo a risvegliare i nostri istinti più bassi, ad aizzare la bestia dell’odio che dorme in ognuno di noi ed a provocare quella cecità delle passioni che rende pensabile ogni misfatto”.

Il web è diviso in due: se da una parte c’è chi inneggia alle frasi della defunta scrittrice fiorentina, dall’altra c’è chi continua a metterla alla gogna, a denigrarla, a darle della pazza, come lei stessa denunciava un paio d’anni prima di scomparire.