Aereo precipitato in Sinai, Mosca: è stato un atto terroristico. Scettico l’Egitto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:44

A causare lo schianto del volo A321 della compagnia russa Metrojet sulla penisola del Sinai, che è costato la vita a 224 persone, è stato un atto terroristico. Una bomba che i terroristi sarebbero riusciti a piazzare a bordo del velivolo grazie alla complicità di due impiegati dell’aeroporto di Sharm-el-Sheikh , già arrestati dalle autorità egiziane. Su questa notizia, ad ogni modo, ci sarebbe la smentita da parte del Ministero dell’Interno egiziano, arrivata tramite l’agenzia Mena.

Resta sinaiperò un punto ormai certo: “L’uccisione dei nostri concittadini in Sinai è uno dei più sanguinosi crimini come numero di vittime” dichiara il presidente russo Vladimir Putin, che aggiunge: “Ciò che è successo rimarrà con noi per sempre, ma questo non ci impedirà di trovare e punire i criminali.” Parole che sono anche un monito per la comunità internazionale che in queste ore, a seguito dei fatti di Parigi, sta reagendo compatta davanti alla minaccia rappresentata dal terrorismo. “Chiedo a tutti i servizi speciali di trovare i responsabili di questo atto terroristico- ha tuonato ancora Putin- Li cercheremo in ogni angolo del pianeta e li puniremo. Contiamo sull’aiuto dei nostri alleati.” I servizi segreti russi avrebbero anche garantito una ricompensa di 50 milioni di dollari a chiunque sia in grado di fornire informazioni utili alle indagini. Critiche però sono arrivate da parte del Ministero dell’Aviazione civile egiziano, che accusano Mosca di “non aver fornito alcuna prova sul fatto che l’esplosione “sia stata causata da un atto terroristico.” Intanto il Cremlino ha intensificato i suoi raid aerei in Siria che si uniscono a quelli che in queste ore stanno colpendo Raqqa da parte delle forze armate francesi.

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