Cambiamenti climatici: fauna selvatica europea a rischio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:07

imagesLa Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), associazione britannica per la protezione degli uccelli sentenzia: “la fauna selvatica europea non è semplicemente minacciata dai mutamenti climatici ma è già a serio rischio”.

Lo rivela l’ente nel rapporto, pubblicato qualche giorno fa, Nature of Climate Change in cui si sottolinea che gli effetti dei cambiamenti del clima in atto sono palpabili e che, nei prossimi anni, subiranno un incremento considerevole.

Il cambiamento climatico è la più grande minaccia a lungo termine per le persone e per la fauna selvatica – scrive direttore per la conservazione di RSPB, Martin Harper – e ne stiamo già osservando gli impatti“.

Il rapporto contempla numerosi esempi, tra i primi gli eventi meteorologici straordinari, sempre più intensi e frequenti.

Primavere piovose e con molto vento – spiegano i ricercatori – possono provocare la morte in massa di cormorani”, uccelli marini circa la metà dei quali nidificano proprio in terra Britannica.

Di conseguenza risultano diverse le specie che si stanno spostando – e colonizzano -, verso nord o verso aree più elevate.

Entro il 2100, un terzo delle specie europee di bombi” – insieme alle api tra gli insetti impollinatori più importanti ed utili per l’uomo -, potrebbe perdere l’80% dell’attuale habitat”.

Altre specie animali, a causa dei mutamenti climatici che si stanno verificando nel Mare del Nord si stanno velocemente alterando.

Secondo gli esperti le specie di plancton che sopravvivono a questi fenomeni non costituirebbero un alimento adeguato per i piccoli pesci quali le anguille, che rappresentano a loro volta l’alimento principale di gabbiani e di altre specie di uccelli marini.

Il rapporto contempla altresì i cambiamenti climatici dovuti all’azione dell’uomo.

Secondo l’Intergovernmental Panel on ClimateChange (IPCC) – il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite -, “L’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la massa di neve e ghiaccio è diminuita, il livello del mare è aumentato, e soprattutto sono aumentate le concentrazioni di gas ad effetto serra”.

Per tali motivi questo lento, ma costante mutamento, va affrontato con impegno e arrestato, al fine di scongiurare rischi enormi per il pianeta e per le generazioni future.

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