Capo della CIA attacca Snowden: “Ha reso il Paese meno sicuro”

John Brennan, Capo della Cia, è tornato ad attaccare Edward Snowden a pochi giorni dagli attentati che hanno gettato Parigi e l’Europa nel panico. Un attacco indiretto, velato, che suona però come un’ulteriore recriminazione verso l’operato dell’ex agente dell’NSA accusato di aver “contribuito a creare un ambiente in cui è più difficile per l’intelligence individuare complotti terroristici”.

Questo perché, nelle inforbrennanmazioni rilasciate da Swonden, v’erano documenti ufficiali nei quali si parlava di server controllati dall’FBI e dalla CIA tramite i quali venivano intercettate e mail e numeri di telefono. Non solo. La talpa della National Security Agency avrebbe pubblicato gli indirizzi di quei server, rendendo quindi più facile, ad eventuali terroristi, raggirarli appoggiandosi a qualche altro server non controllato. “Penso che qualsiasi divulgazione fatta da individui che hanno disonorato il loro giuramento abbia compromesso la sicurezza del Paese”, ha aggiunto il numero uno della CIA che, sui fatti di Parigi, ha sostenuto questa tesi già circolata nei giorni scorsi: “avevamo lanciato un “pericolo strategico” per gli attacchi, [..] dicendo anche che probabilmente lo Stato Islamico aveva più progetti in cantiere.” E a margine della sua intervista ha aggiunto: “Spero che questo sia un campanello d’allarme per tutti quelle zone d’Europa in cui c’è stato un travisamento di ciò che i servizi di sicurezza di intelligence stanno facendo.”