Nuove misure antiterrorismo: Ministri degli Esteri riuniti a Bruxelles

Si svolgerà oggi a Bruxelles il vertice dei ministri degli Interni dei 28 Paesi dell’Unione. Un summit che era stato a suo tempo convocato per discutere della crisi migratoria e che invece oggi, dopo i fatti di Parigi, è chiamato principalmente a discutere delle misure straordinarie da adottare per contrastare il pericolo di nuovi attentati ai quali l’Europa si sente esposta.

Ed è proprio comprendendo la fragilità emotiva del momento che Amnesty International ha esortato i leader europei a garantire in ogni caso il rispetto dei diritti umani e a non cedere alle retoriche anti immigrazione. Ad ogni modo un documento sul quale lavorare è già sul tavolo. E’ un documento quadro che i funzionari europei dell’antiterrorismo hanno creato ad hoc e che sarà l’oggetto di discussione principale dell’incontro di oggi. Molte le misure proposte, alcune delle quali anche molto incisive. Non ci sarà, ad esempio, una vera e propria sospensione del trattato di Shenghen (quello che permette libera circolazione all’interno della comunità europea per i cittadini dell’Unione) ma un inasprimento dei controlli per tutte le persone che rientrano in Europa da un terzo Paese membro, indipendentemente se si tratti di cittadini europei o meno. Si propone anche una schedatura degli individui in ingresso tramite impronte digitali e scansione del volto negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni. Da ovunque si tenti di entrare in Europa, insomma. Tutti questi dati dovrebbero poi confluire in un unico grande database a disposizione di tutte le polizie europee. Viene inoltre contemplata la creazione di squadre speciali d’intervento rapido (Rabit) e la possibilità di “segnalazione immediata” per passeggeri sospetti.

Presi di sicurezza al Terminal 5 dell'aeroporto Leonardo da Vinci, Fiumicino (Roma), 19 gennaio 2015. ANSA/TELENEWS

Il pool dell’antiterrorismo che ha redatto il documento ha proposto anche l’estensione di nuove competenze per il Frontex, il dipartimento che fino ad oggi si è occupato semplicemente di gestione e accoglienza dei flussi migratori, con compiti che prevedrebbero una stretta collaborazione con Europol nella lotta contro i foreign fighters, anche se l’agenzia ha fatto sapere di non ritenersi in grado di svolgere simili controlli, più competenti a reparti di polizia che non di accoglienza. Ovviamente i controlli sui flussi d’arrivo saranno inaspriti. Un giro di vite, quindi, che in molti in Europa attendono con impazienza. Resta adesso da vedere quale sarà la mediazione finale alla quale i ministri giungeranno nell’arco della giornata.