America: messo in commercio il primo animale Ogm della storia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:44

Un progetto lungo, pieno di battute d’arresto, ma soprattutto economicamente dispendioso ha varato in questi giorni il traguardo tanto atteso: presto sulle tavole degli americani sarà possibile trovare il primo salmone geneticamente modificato. L’ok arriva dalla Food and drug administration (Fda) che, dopo anni di attente analisi è giunta alla conclusione che “in base ai test scientifici forniti, il salmone AquAdvantage soddisfa i requisiti normativi ed è adatto al consumo”.

salmone_ogmNessun rischio quindi, almeno a detta della Fda, che ci tiene a precisare come il primo animale geneticamente modificato in commercio sia nutriente come quello naturale e non abbia alcuna differenza biologica significativa tra le sue qualità nutrizionali e quelle degli altri salmoni d’allevamento. Salvo il fatto di essere la summa di due differenti specie, e cioè del salmone Atlantico al quale è stato iniettato un gene del salmone Chinook del Pacifico per far si che cresca più velocemente del normale, raggiungendo ora le dimensioni di un adulto in appena 16/18 mesi sul 25/28 necessari per un esemplare “naturale”. Un bel guadagno forse, per un mercato che in America sfiora cifre da 1,5 miliardi di dollari l’anno. Gli ambientalisti e le categorie dei consumatori sono sul piede di guerra: “Frankenfhis” (come viene chiamato dagli scettici) non piace per niente, e poco importa se la sua progettazione sia partita nell’ormai lontano 1991. Poco importa se Aquabounty, l’azienda che ha acquistato i diritti per utilizzare una specifica tecnologia di manipolazione genetica da un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto, in Canada, abbia investito la roboante cifra di 67 milioni di dollari per questo progetto. Importa poco anche che gli esemplari di questi super pesci siano allevati in vasche a terra, senza possibilità di fuga nell’ambiente naturale circostante, né che siano tutte femmine sterilizzate, in modo da avere la certezza che non possano ricreare esemplari modificati geneticamente. Non importa che la legge consenta l’allevamento di questi animali solo in Canada e a Panama, fuori cioè dal territorio americano. Gli incubi di malattie, di scenari catastrofici, di rischi non considerati sono presenti al di la di ogni argomentazione. E quando si gioca a cambiare tanto profondamente le leggi della natura la scelta etica appare, talvolta, l’unica strada che possa fare la differenza.

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