Argentina: il liberale Macri si aggiudica le elezioni presidenziali

Mauricio Macri è il nuovo presidente del Paese sud americano. Gli ultimi risultati del ballottaggio contro l’avversario  Daniel Scioli ne hanno sancito la vittoria con il 51,4% dei voti. Poco più di un milione di elettori hanno fatto la differenza in questa battaglia politica, tutta incentrata su questioni di natura economica attorno alle quali, nel corso della campagna elettormacriale, si è molto focalizzato il dibattito dei due candidati. Scioli infatti è il prosecutore della politica portata avanti dal presidente uscente Cristina Kirkhner, la regina dell’agone che, a seguito del mandato iniziato nel 2003 dal defunto marito Nestor, ha praticamente monopolizzato il potere in Argentina negli ultimi dieci anni. Una politica fatta di rigoroso isolazionismo internazionale e di assistenzialismo statale di stampo peroniano. Non sufficientemente convincente, però, soprattutto da quando il crollo dei prezzi delle materie prime, che in Argentina abbondano, ha creato un deficit nei bilanci dello Stato che la crisi brasiliana e la contrazione della domanda cinese di soia non hanno fatto che ingigantire.
Macri propone invece una “riapertura” agli investimenti internazionali e, in politica estera, ha lasciato chiaramente capire di voler indirizzare il suo Paese verso un riavvicinamento agli Stati Uniti, prendendo quindi le distanze da quell’America Latina che, dalla Bolivia, all’Ecuador, al Venezuela di Chavez, hanno dato vita agli esperimenti politici di socialismo contemporaneo.