Siria: bombardato ospedale di Medici Senza Frontiere. 2 morti e 6 feriti

“Siamo sconcertati perché, ancora una volta, è stata colpita una struttura sanitaria con il suo personale medico, mentre fornivano trattamenti salvavita a persone ferite da una campagna di bombardamenti indiscriminata”. A parlare così è Brice de la Vigne, direttore delle operazioni di Medici Senza Frontiere, dopo che due missili hanno colpito l’ospedale di fortuna che l’organizzazione internazionale aveva allestito a Erbit, nella zona di Damasco. Il bilancio di questa ennesima tragedia è di due morti e sei feriti, tra i quali risultano due medici di Msf. Per uno di questi si è dovuto ricorrere ad un intervento urgente al torace.

siria2Tutto è accaduto proprio mentre sul posto si stavano dirigendo sette persone con ferite da guerra. “Sentiamo il dolore e la disperazione di questi medici- continua ancora de la Vigne- costretti a lottare contro gli eventi che si abbattono così pesantemente su di loro. Giorno dopo giorno, medici e infermieri lavorano sotto assedio e sotto le bombe; hanno a disposizione attrezzature limitate e sono costretti a lavorare in edifici trasformati in ospedali di fortuna.”

Data la gravità della situazione siriana Msf aveva appena fornito all’ospedale colpito un nuovo kit per l’anestesia e dei farmaci per la sala operatoria. Adesso la necessità più impellente è quella di riorganizzare al più presto il rifornimento dei materiali danneggiati durante il bombardamento per poter riprendere velocemente il fondamentale supporto alla popolazione civile siriana stremata dal conflitto.

Altre 5 sono le strutture sanitarie che l’organizzazione gestisce nel nord della Siria, e più di 100 le postazioni sanitarie supportate e gli ospedali da campo in tutto il Paese. Già altre volte gli ospedali di Medici Senza Frontiere erano stati colpiti da attacchi indiscriminati: il 3 ottobre in Afghanistan un bombardamento delle forze aeree statunitensi  aveva distrutto la struttura ed ucciso 22 persone, mentre il 27 ottobre, nello Yemen, un altro bombardamento della coalizione “amica” guidata dall’Arabia Saudita aveva colpito il piccolo ospedale nella zona di Haydan.