Isis: la brutale fine della “jihad girl” Samra Kesinovic

bosnyák-terrorista-lány-U43030410509211eGD-U43130813282328exE-593x443@Corriere-Web-NazionaleMesi fa abbiamo raccontato la storia di Samra Kesinovic e Sabina Selimovic – già ribattezzate “jihad girls” -, le due adolescenti austriache di origini bosniache, scappate di casa nell’Aprile del 2014 per sposare la causa jihadista.

Tempo fa i media austriaci avevano diffuso la notizia secondo cui le due ragazze avrebbero tentato la fuga da Raqqa, la capitale del sedicente Stato Islamico.

In questi giorni “Oe24at” e il giornale austriaco Krone Zeitung, citando fonti anonime, hanno riportato che la prima sarebbe stata uccisa perché aveva espresso il desiderio di tornare a casa.

Secondo i media austriaci Samra, che aveva sposato un miliziano del Califfo di Al Baghdadi e che, presumibilmente, avrebbe dato alla luce un bambino, sarebbe stata uccisa a colpi di martello.

Le autorità austriache per ora non confermano la morte della diciassettenne «Non possiamo fare commenti su casi individuali», ha affermato il portavoce del ministro degli Esteri, Thomas Schnoll.

Nell’Ottobre dello scorso anno le due ragazze avevano già chiesto di tornare a causa, ma la loro istanza era stata declinata dal governo austriaco. «Impossibile farle tornare», aveva dichiarato Karl-Heinz Grundboeck, portavoce del ministro degli interni austriaco.

Quanto a Sabina Selimovic, anche lei sarebbe stata uccisa per i medesimi motivi, ma a tutt’oggi si tratta di mere illazioni.